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Economia e lavoro | 22 gennaio 2022, 16:00

Distretti del commercio, presentati i dati del sondaggio che aiuterà a costituirli

Si tratta di organismi innovativi per valorizzare il commercio di vicinato sul Lago Maggiore, Verbania e Borgomanero

Distretti del commercio, presentati i dati del sondaggio che aiuterà a costituirli

Prosegue nelle nostre province il percorso di costituzione dei Distretti Urbani del Commercio, organismi innovativi promossi dalla Regione Piemonte per valorizzare il commercio di vicinato attraverso un partenariato pubblico-privato.

Il percorso è iniziato con un sondaggio condotto tra imprese e stakeholder del territorio finalizzato a evidenziare lo stato delle imprese, i punti di forza e di debolezza, la percezione del futuro e le prospettive di sviluppo. I risultati dei questionari sono stati presentati con degli incontri online il 19 e 20 gennaio, ecco cosa è emerso.

Lo sviluppo del futuro riparte dai Distretti urbani del commercio

Con D.D. n. 232 e n. 236 del 2021 la Regione Piemonte ha riconosciuto, nelle province di Novara e VCO, la costituzione dei Distretti del Commercio del Lago Maggiore, di Borgomanero e di Verbania Pallanza (ai quali si è di recente aggiunto il Distretto di Omegna), cui aderiscono, accanto alle Amministrazioni Comunali, numerose imprese locali e vari stakeholder del territorio con la regia di Confcommercio Alto Piemonte.

Il percorso di creazione dei Distretti parte da una rilevazione dei fabbisogni presso i principali attori del territorio (imprese e istituzioni) a seguito della quale si avvieranno le attività progettuali .

Parla Alessandro Minello, docente di economia all’Università Ca’ Foscari Venezia, titolare Econlab

“La pandemia ha rivoluzionato la società e l’economia locali. I territori sono stati colpiti da uno tsunami, dal quale solo adesso si tanno riprendendo. I Distretti del Lago Maggiore, di Borgomanero e di Verbania stanno facendo sistema, per superare le difficoltà e per uscire dall’impasse che hanno dovuto affrontare in questi due anni. Sicuramente, per farlo, puntano sulla «digitalizzazione» e sul «fare rete» tra imprese e istituzioni. Le imprese hanno subìto molto l’effetto della pandemia, soprattutto nella riduzione dei fatturati, mentre hanno cercato di preservare l’occupazione il più possibile. Naturalmente, l’occupazione del futuro rallenterà nella crescita e riguarderà soprattutto competenze differenti. Le istituzioni hanno reagito alla pandemia e lo hanno fatto, principalmente, cercando di adeguare le proprie conoscenze alle nuove competenze richieste.

Complessivamente, il territorio punta a rafforzare le proprie specificità e a cercare di instillare elementi digitali e di innovazione, all’interno della tradizione. Quindi «innovare la tradizione» è sicuramente un elemento fondamentale che emerge dai risultati che sono stati rilevati. Il futuro è un punto ancora in parte interrogativo, però esiste la consapevolezza di aver fatto un percorso. E questa consapevolezza aiuta sia le imprese sia le istituzioni a ritornare a programmare la propria attività. Lo stanno facendo attraverso i nuovi Distretti Urbani del Commercio, che sono uno strumento importante per il rilancio del territorio. I tre Distretti, pur avendo elementi di distinzione, presentano anche delle omogeneità, delle vocazioni che intendono sviluppare in futuro e che comporteranno un importante investimento, non solo nella parte infrastrutturale (dall’arredo urbano alla viabilità), ma anche a livello culturale (dalle nuove competenze, alla promozione e fidelizzazione della clientela).

Complessivamente, possiamo dire che lo sviluppo futuro del territorio riparte dai Distretti, dalle nuove competenze, dalla digitalizzazione e dalla innovazione nella tradizione. Si tratta di una innovazione incrementale, che non stravolge le azioni del passato. I territori innovano nella continuità, costruiscono sul percorso fatto finora. Gli intervistati non chiedono discontinuità nette, ma evolutive, che valorizzino il percorso effettuato fino ad oggi”.

Il Distretto diffuso del Lago Maggiore

Negli ultimi due anni, l’andamento economico delle attività del Distretto è stato inevitabilmente condizionato dagli effetti della crisi pandemica in atto. Il 70% delle realtà imprenditoriali intervistate dichiara di aver subìto una diminuzione del fatturato nel corso del 2020, in media del -42,4%. Il 2021 è stato un anno di assestamento, dove la maggior parte delle imprese ha riscontrato un suo aumento (51,3%), in media del +24,2%, o una certa stabilità (32%).

L’occupazione dipendente è rimasta invariata per il 70,7% delle attività, ma il 20,7% del campione prevede di assumere nuovo personale nel 2022.

Durante la pandemia, le istituzioni pubbliche e private hanno incontrato maggiori difficoltà nell’«adeguarsi alle numerose previsioni normative», «rispondere tempestivamente alle informazioni e richieste» dettate dalla contingenza e nel «predisporre piani di comunicazioni efficaci», riscontrando la necessità di acquisire nuove competenze «digitali», «sanitarie» e «normativo legislative» per rispondere all’emergenza, a seguito della quale il 78,6% di esse ha intrapreso un percorso di digitalizzazione a diversi livelli.

In una scala da 1 a 5, gli intervistati attribuiscono un punteggio di «3,9» all’importanza che il Distretto favorisca la digitalizzazione delle imprese e delle istituzioni, ritenendo importanti, per lo sviluppo delle stesse, servizi di consulenza e formazione in materia di «marketing e comunicazione», di «innovazione» e «digitale».

Come valorizzare il territorio del Distretto

Ad oggi, la qualità dei servizi e delle infrastrutture nel territorio del Distretto è considerata «insufficiente» dagli attori coinvolti, in particolar modo per ciò che concerne le «infrastrutture tecnologiche e rete wi-fi» e i «parcheggi per turisti e residenti». Unica accezione positiva, quella dell’«arredo urbano e cura del verde pubblico». In una scala da 1 a 5, l’offerta turistica attuale «è parzialmente adeguata» (3) a soddisfare l’esigenza del turista medio di vivere un’esperienza che va oltre il semplice atto d’acquisto e le iniziative di valorizzazione del territorio svolte nel passato sono apparse «positive nel complesso, ma da migliorare nella loro efficacia» (3,2).

Nell’insieme del campione, «risorse ambientali e paesaggio» (94,3%), «arte, cultura, tradizioni ed eventi» (34,9%) e «attività sportive ed escursionistiche» (33,3%) sono considerate le principali attrazioni turistiche del Distretto. Gli intervistati ritengono importante per lo sviluppo del territorio concentrare i futuri investimenti nella promozione di un turismo anzitutto di tipo «ambientale e culturale» (69,3%), «enogastronomico e dei prodotti artigianali tipici» (63,5%) e «sportivo/escursionistico» (44,8%). Si rileva una divergenza di opinione tra imprese e istituzioni in merito alle risorse da investire sul turismo «enogastronomico e dei prodotti artigianali tipici», ritenuto prioritario dalle prime (72,7% al primo posto), mentre meno dalle seconde (31% al quarto posto).

I principali ambiti su cui lavorare per una maggiore valorizzazione del Distretto sono ritenuti la «comunicazione coordinata delle opportunità presenti» (51%) e la «visibilità e immagine del territorio» (46,9%) e la «cultura dell’ospitalità e formazione degli operatori del settore». Molto importanti per le imprese anche le «iniziative ricreative ed eventi» (44,8%), dove occupano la seconda posizione in classifica in ordine di priorità (per le istituzioni la sesta, con un 35,7% di consenso).

Per raggiungere tali obiettivi, gli intervistati avvertono il bisogno di migliorare le competenze, prevalentemente in ambito di «promozione del prodotto turistico», «conoscenza lingue straniere» e «sostenibilità ecologica delle attività», auspicando anche che il Distretto favorisca un aumento dell’adozione o utilizzo degli strumenti digitali da parte di istituzioni, imprese e consumatori.

Cosa si aspettano imprese e istituzioni con la nascita del Distretto?

Quattro gli obiettivi strategici che si pongono imprese e istituzioni con la nascita del Distretto. In ordine di priorità: «interventi di realizzazione di servizi innovativi, a vantaggio dei consumatori e alla fidelizzazione della clientela»; «interventi di qualificazione urbana»; «politiche e piani annuali promozionali e di animazione di Distretto»; «campagne di comunicazione e di marketing di Distretto».

Cinque le azioni da cui partire, per la costruzione del futuro: «Predisposizione itinerari turistici integrati a livello distrettuale (commercio, arte, cultura, sport)»; «Condivisione calendario di eventi e promozioni a livello distrettuale»; «Interventi per favorire il riuso degli spazi commerciali sfitti»; «Riqualificazione degli spazi ed edifici pubblici (piazze, vie, vicoli, aree verdi, parchi, sentieri)»; «Intercettare maggiormente le aspettative del turismo straniero».

Il Distretto urbano di Verbania Pallanza

Negli ultimi due anni, l’andamento economico delle attività del Distretto è stato inevitabilmente condizionato dagli effetti della crisi pandemica in atto. L’87,1% delle realtà imprenditoriali intervistate dichiara di aver subìto una diminuzione del fatturato nel corso del 2020, in media del -32,2%. Il 2021 è stato un anno di assestamento, dove la maggior parte delle imprese ha riscontrato una sua stabilità (38,7%) o aumento (35,5%).

L’occupazione dipendente è rimasta invariata per il 58,1% delle attività, mentre è risultata in calo per il 41,9% di esse, con una media di -2,2 dipendenti in meno rispetto al 2019. Solo il 3,2% del campione prevede di assumere nuovo personale nel 2022.

Durante la pandemia, le istituzioni pubbliche e private hanno incontrato maggiori difficoltà nel «predisporre piani di comunicazioni efficaci», nell’«adeguarsi alle numerose previsioni normative» e all’«evoluzione in ambito tecnologico» richiesta dalla contingenza, riscontrando la necessità di acquisire nuove competenze «digitali», «sanitarie» e «socioeconomiche» per rispondere all’emergenza, a seguito della quale tutte hanno intrapreso un percorso di digitalizzazione a diversi livelli.

In una scala da 1 a 5, gli intervistati attribuiscono un punteggio di «3,5» all’importanza che il Distretto favorisca la digitalizzazione delle imprese e delle istituzioni, ritenendo importanti, per lo sviluppo delle stesse, servizi di consulenza e formazione in materia di «marketing e comunicazione», di «innovazione» e «digitale».

Come valorizzare il territorio del Distretto

Ad oggi, la qualità dei servizi e delle infrastrutture nel territorio del Distretto è considerata «insufficiente» dagli attori coinvolti, in particolar modo per ciò che concerne l’«accessibilità al territorio (viabilità, trasporti, parcheggi)». In una scala da 1 a 5, l’offerta turistica attuale «non è adeguata» (2,8) a soddisfare l’esigenza del turista medio di vivere un’esperienza che va oltre il semplice atto d’acquisto e le iniziative di valorizzazione del territorio svolte nel passato «non sono apparse del tutto soddisfacenti o coerenti con le aspettative» (2,6 e 2,7).

Nel complesso del campione, «risorse ambientali e paesaggio» (88,4%), «attività sportive ed escursionistiche» (44,2%) e «prodotti tipici di qualità, artigianali e agroalimentari» (34,9%) sono considerate le principali attrazioni turistiche del Distretto. Si rileva una divergenza di opinioni tra imprese e istituzioni sulla potenzialità attrattiva dei «prodotti tipici», che occupano il secondo posto in ordine di importanza per le prime (45,2%), mentre il sesto per le seconde (8,3%). Nonostante ciò, gli intervistati sono tutti concordi nel ritenere importante per lo sviluppo del territorio concentrare i futuri investimenti nella promozione di un turismo anzitutto di tipo «ambientale e culturale» (72,1%) e «sportivo/escursionistico» (72,1%), in secondo luogo «enogastronomico e dei prodotti artigianali tipici» (46,5%).


I principali ambiti su cui lavorare per una maggiore valorizzazione del Distretto sono ritenuti la «visibilità e immagine del territorio» (72,1%), la «comunicazione coordinata delle opportunità presenti» (58,1%) e la «accessibilità (collegamenti esterni e viabilità interna) al Distretto» (48,8%). Molto importanti per le imprese anche le «iniziative ricreative e gli eventi» (48,8%), dove occupano la terza posizione in classifica in ordine di priorità (per le istituzioni la settima, con un 25% di consenso).

Per raggiungere tali obiettivi, gli intervistati avvertono il bisogno di migliorare le competenze, prevalentemente in ambito di «promozione del prodotto turistico», «accoglienza e ricettività», «conoscenza lingue straniere», auspicando anche che il Distretto favorisca un aumento dell’adozione o utilizzo degli strumenti digitali da parte di istituzioni, imprese e consumatori.

Cosa si aspettano imprese e istituzioni con la nascita del Distretto?

Tre gli obiettivi strategici che si pongono imprese e istituzioni con la nascita del Distretto. In ordine di priorità: «promuovere lo sviluppo di nuovi servizi e miglioramento di quelli esistenti»; «promuovere una comunicazione integrata di Distretto, interconnessa con turismo, cultura e arte»; «realizzare interventi di qualificazione urbana, design urbano e spazi pubblici».

Quattro le azioni da cui partire, per la costruzione del futuro: «favorire misure di fiscalità di vantaggio e di semplificazione ammnistrativa a livello di distretto (per promuovere iniziative compatibili con la tutela e promozione dell’ambiente urbano)»; «comunicare i punti di forza e le potenzialità del territorio distrettuale»; «interventi per favorire il riuso degli spazi commerciali sfitti»; «miglioramento dell’accessibilità, della viabilità e predisposizione di attrezzature per servizi comuni».

 

Il Distretto urbano di Borgomanero

Negli ultimi due anni, l’andamento economico delle attività del Distretto è stato inevitabilmente condizionato dagli effetti della crisi pandemica in atto. Il 51,1% delle realtà imprenditoriali intervistate dichiara di aver subìto una diminuzione del fatturato nel corso del 2020, in media del -34%. Il 2021 è stato un anno di assestamento, dove la maggior parte delle imprese ha riscontrato una sua stabilità (54,3%) o aumento (34,8%).

L’occupazione dipendente è rimasta invariata per il 73,9% delle attività e solo il 7,6% del campione prevede di assumere nuovo personale nel 2022.

Durante la pandemia, le istituzioni pubbliche e private hanno incontrato maggiori difficoltà nell’«adeguarsi alle numerose previsioni normative», nel «predisporre piani di comunicazioni efficaci» e nel «rispondere tempestivamente alle informazioni e richieste» dettate dalla contingenza, riscontrando la necessità di acquisire nuove competenze «normativo legislative», «digitali» e «sanitarie» per rispondere all’emergenza, a seguito della quale l’80% di esse ha intrapreso un percorso di digitalizzazione a diversi livelli.

In una scala da 1 a 5, gli intervistati attribuiscono un punteggio di «4» all’importanza che il Distretto favorisca la digitalizzazione delle imprese e delle istituzioni, ritenendo importanti, per lo sviluppo delle stesse, servizi di consulenza e formazione in materia di «marketing e comunicazione», di «innovazione» e «digitale».

Come valorizzare il territorio del Distretto

Ad oggi, la qualità dei servizi e delle infrastrutture nel territorio del Distretto è considerata «insufficiente» dagli attori coinvolti, in particolar modo per ciò che concerne la «informazione turistica» e le «attività ricreative e di svago». In una scala da 1 a 5, l’offerta turistica attuale «non è adeguata» (2,5) a soddisfare l’esigenza del turista medio di vivere un’esperienza che va oltre il semplice atto d’acquisto e le iniziative di valorizzazione del territorio svolte nel passato «non sono apparse del tutto soddisfacenti o coerenti con le aspettative» (2,6 e 2,4).

Nel complesso del campione, «prodotti tipici di qualità (artigianali e agroalimentari)» (57%), «risorse ambientali e paesaggio» (54,2%) e «arte, cultura, tradizioni ed eventi» (38,3%) sono considerate le principali attrazioni turistiche del Distretto. Gli intervistati sono tutti concordi nel ritenere importante per lo sviluppo del territorio concentrare i futuri investimenti nella promozione di un turismo anzitutto di tipo «enogastronomico e dei prodotti artigianali tipici» (82,2%), «ambientale e culturale» (72,1%) e «sportivo/escursionistico» (45,8%).

I principali ambiti su cui lavorare per una maggiore valorizzazione del Distretto sono ritenuti la «visibilità e immagine del territorio» (57%), le «iniziative ricreative ed eventi» (55,1%) e la «comunicazione coordinata delle opportunità presenti» (47,7%). Molto importante per le imprese anche la «promozione collettiva dei prodotti locali» (40,2%), dove occupano la quarta posizione in classifica in ordine di priorità (per le istituzioni l’ottava, con un 13,3% di consenso).

Per raggiungere tali obiettivi, gli intervistati avvertono il bisogno di migliorare le competenze, prevalentemente in ambito di «promozione del prodotto turistico», «analisi del mercato turistico e del consumatore», «coscienza di luogo identitaria», auspicando anche che il Distretto favorisca un aumento dell’adozione o utilizzo degli strumenti digitali da parte di istituzioni, imprese e consumatori.

Cosa si aspettano imprese e istituzioni con la nascita del Distretto?

Tre gli obiettivi strategici che si pongono imprese e istituzioni con la nascita del Distretto. In ordine di priorità: «realizzare interventi di qualificazione urbana, design urbano e spazi pubblici»; «promuovere una comunicazione integrata di Distretto, interconnessa con turismo, cultura e arte»; «promuovere lo sviluppo di nuovi servizi e miglioramento di quelli esistenti».

Quattro le azioni da cui partire, per la costruzione del futuro: «interventi per favorire il riuso degli spazi commerciali sfitti»; «riqualificazione estetica degli edifici pubblici e spazi pubblici (piazze, vie, vicoli, aree verdi, parchi)»; «miglioramento dell’accessibilità, della viabilità e predisposizione di attrezzature per servizi comuni»; «attività di promozione per rivitalizzare la rete distributiva e aumentarne l’attrattività».


C.S.

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