/ Attualità

Attualità | 09 gennaio 2022, 18:46

Caos quarantene, i medici critici: "La Regione intervenga"

"Il problema sta nel fatto che i Sisp non esistono più, non fanno più niente: non chiudono gli isolamenti, non gestiscono le quarantene, non contattano i pazienti"

Caos quarantene, i medici critici: "La Regione intervenga"

Assistiti ancora reclusi in casa nonostante la negatività, assenza di risposte, comunicazione difficile e complicata, tamponi che non si riescono a prenotare. E’ quanto lamentano i medici di base della nostra Provincia in una situazione di caos generale a causa dell’emergenza sanitaria.

A detta di Antonio Barillà, segretario regionale dello Smi, uno dei sindacati dei medici di famiglia ”Il problema sta nel fatto che i Sisp non esistono più, non fanno più niente: non chiudono gli isolamenti, non gestiscono le quarantene, non contattano i pazienti. A questo punto la Regione tragga le conclusioni e prenda una decisione. Verifichi perché non funzionano, accerti le responsabilità, insomma intervenga. A Torino e in provincia è un disastro, nel resto del Piemonte non va certo meglio”. 

Durante la prima fase della pandemia, la Regione a fronte di problemi in alcuni ospedali aveva provveduto ad inviare dei commissari ad acta, ottenendo risultati. “Perché non agire in maniera analoga di fronte a una serie di manifeste inefficienze e problematiche’” continua Barillà.

E purtroppo la mancanza di chiarezza porta ad una confusione generale specie a causa delle indicazioni contrastanti sull’uso di questo o quel tipo di tampone, ma anche sulle uscite dall’isolamento e dalla quarantena, con la necessità per chi non è più positivo di riprendere subito l’attività lavorativa che, però, si scontra con le norme che rimandano al documento dei Sisp il riconoscimento dello stato di malattia per l’Inps. Purtroppo i pazienti negativi che dovrebbero essere “liberati” vengono “dimenticati” e quando i medici l’hanno fatto notare si sono sentiti rispondere dal Sisp che di certo qualche giorno in più in casa non avrebbe fatto differenza.

Abbiamo sentito anche il parere del Dott. Damiano Delbarba, segretario Provinciale e Vice Presidente Regionale dello Smi: “I medici di famiglia fanno già oltre il novanta per cento del lavoro che dovrebbe essere svolto da questi servizi”.

E in questo clima di smarrimento, le Regioni, Piemonte in primis, hanno chiesto al Governo di limitare i tamponi ai soli sintomatici, il che sarebbe un passo avanti, seppur continuerebbe la pessima gestione dei Sisp.

Si attende una decisione da Palazzo Chigi ma non prima che si sia espresso il comitato tecnico scientifico.

Domenica Romeo

Ti potrebbero interessare anche:

Prima Pagina|Archivio|Redazione|Invia un Comunicato Stampa|Pubblicità|Scrivi al Direttore