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Economia e lavoro | 08 ottobre 2021, 11:00

Fsi-Usae, l'11 ottobre sciopero nazionale del personale sanitario pubblico

“Prima eroi adesso dimenticati. No ad aumenti ridicoli ed inconsistenti del salario e a finte revisioni di carriera”

Fsi-Usae, l'11 ottobre sciopero nazionale del personale sanitario pubblico

FSI-USAE ha preso atto che anche l'ultimo incontro di Trattativa per il rinnovo del contratto del personale del comparto sanità è stato inconcludente e considerando che il triennio 2019-2021 scadrà fra circa tre mesi e la trattativa procede a rilento, ritiene ci siano tutti i presupposti per temere il peggio ed avviarsi cioè verso un rinnovo contrattuale economicamente inadeguato.

FSI-USAE ritiene infatti che la somme stanziate sono foriere di aumenti indecorosi per il personale della sanità, che esce con le ossa rotte da un'epidemia ancora in corso e già costretto ad ingoiare il rospo di un precedente CCNL dall'aumento evanescenti. Inoltre, ad oggi, non dovrebbero avere i giusti presupposti e la volontà delle parti di prendere atto, nella riclassificazione del personale, della crescita delle competenze e delle specializzazioni che negli ultimi venti anni la legislazione ha imposto alle diverse professionalità nel settore delle professioni sanitarie. Né d'altro canto sembra che con l'attuale trattativa l'agenzia Aran voglia prendere atto dell'inquadramento degli OSS nel nuovo ruolo sociosanitario in modo adeguato.

Insomma FSI-USAE ritiene che nel comparto gli operatori continueranno ad essere retribuiti con paghe da fame e perciò ha proclamato lo sciopero nazionale del comparto della sanità per il prossimo 11 ottobre. Le Segreterie Regionali coordineranno le manifestazioni ai livelli regionali e promuoveranno le azioni politiche di rivendicazione presso tutti gli assessorati regionali alla sanità.

FSI-USAE: dice No! ad aumenti ridicoli ed inconsistenti del salario ed a finte revisioni di carriera che mettano nuove zeppe sulla testa dei lavoratori e chiede:

– aumenti sostanziosi degli stipendi base (2.000 € netti mensili); – indennità professionali specifiche per operatori sanitari e socio sanitari;

– una revisione delle classificazioni con percorsi di carriera aperti e il riconoscimento delle competenze professionali del personale di tutti i ruoli: sanitario, amministrativo e tecnico;

– posizionamento nell'area dirigenziale delle professioni sanitarie;

Salvatore Orifici, Segretario Regionale FSI USAE del Piemonte a tale proposito ha dichiarato: “Agli operatori sanitari ed a tutto il personale del comparto sanità del ruolo amministrativo e tecnico va riconosciuta una dignità professionale che oggi – nei fatti – viene negata. Assistiamo alle pantomime della triplice, che fa dichiarazioni assurde a cui sa di non poter tenere fede e alle bugie delle false organizzazioni di categoria che non sanno come giustificare la firma del contratto ai lavoratori . Con il CCNQ di individuazione dei comparti si poteva procedere a transitare le professioni sanitarie di cui alla legge 42 del 1999 nell'area della dirigenza ma loro non hanno voluto. Saranno garantiti i servizi essenziali previsti dalla legge in occasione di sciopero”.

FSI-USAE ha preso atto che anche l'ultimo incontro di Trattativa per il rinnovo del contratto del personale del comparto sanità è stato inconcludente e considerando che il triennio 2019-2021 scadrà fra circa tre mesi e la trattativa procede a rilento, ritiene ci siano tutti i presupposti per temere il peggio ed avviarsi cioè verso un rinnovo contrattuale economicamente inadeguato.


Ufficio stampa FSI-USAE


Il Segretario Regionale del Piemonte


Salvatore Orifici

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