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Economia e lavoro | 13 giugno 2021, 08:45

Piemonte orientale, export giù del -3,8%: forti difficoltà del tessile, meccanica in ripresa

Il Vco registra un aumento percentuale del 2,5%, segno meno per il novarese. In crescita del 6,4% la media regionale trainata da Torino, che guida la forte ripresa di mezzi di trasporto e metalli

Piemonte orientale, export giù del -3,8%: forti difficoltà del tessile, meccanica in ripresa

Nel corso del primo trimestre 2021 il valore delle esportazioni delle quattro province di Biella, Novara, Vercelli e Verbano Cusio Ossola si è attestato complessivamente attorno ai 2,3 miliardi di euro, registrando una diminuzione del -3,8% rispetto al corrispondente trimestre 2020.

La performance delle esportazioni risente, in particolare, della contrazione del comparto tessile-abbigliamento che più ha risentito della crisi legata alla pandemia e della difficoltà attraversata dal commercio internazionale. Il comparto incide per oltre il 21% sul totale delle esportazioni del quadrante ed il calo piuttosto sensibile registrato nel primo trimestre dell’anno, pari al -19,4%, condiziona il dato totale negativo.

Seppure con risultati profondamente diversi, anche in ragione dei differenti valori assoluti espressi dalle realtà del territorio, le quattro province del quadrante occupano le ultime posizioni nella graduatoria regionale piemontese.

La provincia di Biella (15% delle esportazioni del quadrante) ha registrato inevitabilmente il dato più pesante, considerata la specializzazione produttiva legata al tessile-abbigliamento, con una contrazione pari al -19,6%. La provincia di Novara (oltre il 50% del valore delle esportazioni del territorio) è la sola altra realtà piemontese a registrare il segno meno, seppure con un più contenuto -2,7%. Il Verbano Cusio Ossola registra un aumento percentuale del +2,5% rispetto al primo trimestre 2020, a fronte di un peso sull’export del quadrante pari al 7,3%. La provincia di Vercelli, che copre una quota di quasi il 27% dell’export dell’area, registra il dato migliore con un +3,5%.

La contrazione complessiva del nuovo quadrante, pari al -3,8%, è lontana dalla media totale del Piemonte, che si attesta al +6,4%, dato certamente influenzato dalla crescita di Torino del +11,9% grazie alla ripresa dell’automotive, in un contesto che ha visto l’Italia Nord Orientale crescere di un più modesto +2,2% e il Paese nel suo complesso del + 4,6%.

Le vendite all’estero delle provincie di Biella, Novara, Vercelli e VCO rappresentano il 20,2% del totale delle esportazioni piemontesi, percentuale che cresce in modo significativo in alcuni settori. Limitandosi all’analisi delle specializzazioni produttive che esprimono nell’ordine i più importanti valori assoluti, si rileva come le esportazioni del tessile abbigliamento dell’area rappresentino ben il 73,6% del totale del Piemonte, i macchinari il 23,2%, i prodotti chimici il 34,3%, gli articoli farmaceutici il 70,2%.

Guardando ai principali mercati di sbocco, Germania e Francia rappresentano i principali partner commerciali per tutte le realtà provinciali, con alcuni importanti differenze.

«Se gli effetti della Covid-19 hanno costituito un danno inevitabile per le attività commerciali, gli scambi internazionali rappresentano un ambito dal quale dipende il futuro della ripresa economica» commenta Fabio Ravanelli, Presidente della Camera di Commercio Monte Rosa Laghi Alto Piemonte. «L’internazionalizzazione è uno dei temi da sempre sostenuto e presidiato dal sistema camerale. Un’attenzione particolare è dedicata, tra le varie iniziative di supporto per le imprese, anche alla formazione, in cui si inseriscono le attività promosse nell’ambito del progetto Interreg Italia Svizzera TransfFormAzione e imprenditorialità aperta, di cui la Camera di Commercio è capofila di parte italiana, e che hanno l'obiettivo di fornire strumenti e metodi per ripensare le strategie aziendali e approcciare nuovi mercati».



FOCUS VERBANO CUSIO OSSOLA

Le attività manifatturiere, che segnano nel complesso un aumento del +1,7%, rappresentano la componente quasi esclusiva dell'export provinciale del Verbano Cusio Ossola. Guardando ai settori di maggiore importanza, anche in termini di valore assoluto del contesto economico locale, quello dei metalli di base e prodotti in metallo registra una buona ripresa, pari al +21,8%. Bene anche la chimica (+5,7%), mentre appaiono in calo, invece, il settore dei macchinari (-5,5%) e, in misura più marcata, quello degli articoli in gomma- plastica (-21,9%).

Per quanto riguarda i mercati di destinazione, l'Unione Europea assorbe il 64,2% delle vendite all’estero, registrando una sostanziale tenuta rispetto al corrispondente periodo del 2020. La quota dell’export extra UE si attesta al 35,8%, in aumento del +7,6%. La Germania si conferma il principale mercato di sbocco, con un incremento del +11,4%, seguita dalla Svizzera, che mostra una lieve contrazione del -1,8%.

FOCUS NOVARA

Le attività manifatturiere, che segnano nel complesso un calo del -2,6%, costituiscono la componente quasi esclusiva dell'export provinciale. La provincia di Novara è stata, dopo Biella, l’unica a soffrire in ambito piemontese di una, seppur lieve, contrazione sul fronte delle vendite all’estero. Considerando le variazioni dei settori con maggiore peso in valore assoluto, i macchinari registrano una crescita pari al +11,2%, coprendo quasi il 30% del totale dell’export provinciale, mentre l’alimentare aumenta del +12,9%. Risultati che non sono però bastati a compensare il lieve calo registrato dai prodotti chimici (-3,8%) e da quelli ben più consistenti del tessile-abbigliamento (-28,7%) e del farmaceutico medicale (-23,8%). Per quanto riguarda i mercati di destinazione, l'Unione Europea assorbe ben il 67,6% delle vendite all’estero, registrando un aumento del +4,6% rispetto al corrispondente periodo del 2020. La quota dell’export extra-UE si attesta al 32,4% in calo del -15,2%, risentendo del forte calo delle esportazioni verso Regno Unito e Svizzera. Da segnalare la buona ripresa verso gli Stati Uniti e Paesi Bassi.

FOCUS BIELLA

Le attività manifatturiere, che segnano nel complesso un calo del -19,5%, costituiscono la componente quasi esclusiva dell'export provinciale. In forte calo i prodotti tessili (-26,8%), che rappresentano il principale settore (con una quota pari al 53,8% del totale export provinciale) e nel cui ambito i tessuti (-55,9%) registrano la diminuzione più pesante.

Per quanto riguarda i mercati di destinazione, l'Unione Europea, che assorbe il 54,6% delle vendite all’estero, rappresenta nel suo complesso la destinazione principale dell’export biellese, nonostante l’uscita della Gran Bretagna dall’Unione. Il forte calo coinvolge tutti i principali mercati di sbocco con la sola esclusione della Francia: nel complesso, in ambito UE, si registra una diminuzione del -10,5%, mentre nei mercati extra UE il calo complessivo è ancora più marcato, pari al -28,3%.

FOCUS VERCELLI

Nel complesso il dato è moderatamente positivo (+3,5%), con un aumento del +3,6% delle vendite all'estero per il settore manifatturiero, che copre quasi in esclusiva la quota dell'export provinciale. Tra i settori di maggiore peso il tessile- abbigliamento è trainato dalla sua seconda componente: gli articoli di abbigliamento, segnano infatti un incoraggiante +21,9%, mentre il tessile sconta un -24,9%, sintomatico della crisi del settore generalizzata a livello nazionale.

In leggera crescita il secondo comparto, quello dei macchinari (+2,8%), mentre il farmaceutico chimico-medicale mette a segno un incoraggiante +14,4%, cui si contrappone il calo dell’alimentare (-9,8%). Il bacino dell’UE torna ad essere nel primo trimestre la destinazione principale delle esportazioni di Vercelli, coprendo il 51,3% delle vendite all’estero, con un dato stazionario e una sostanziale tenuta verso Germania (+0,9%), principale mercato. L'export verso i mercati extra-UE costituisce il 48,7% del totale e registra un aumento pari al +7%, influenzato dalla ripresa verso la Cina.


c.s.

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