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Cronaca | 09 giugno 2021, 19:19

Al via a Novara il processo Eternit bis

Tra le parti civili che oggi si sono costituite, anche la Presidenza del Consiglio dei ministri, presente a Novara con il procuratore dello Stato, Emilio Barile La Raia

Al via a Novara il processo Eternit bis

Il processo "Eternit bis", che ha preso il via questa mattina a Novara nell’aula allestita all’Università del Piemonte orientale, è  stato aggiornato al 5 luglio. La prossima udienza sarà dedicata alle questioni preliminari annunciate dai difensori dell'imputato. Il processo proseguirà a porte chiuse per l'emergenza sanitaria ancora in atto. Lo ha deciso la Corte di assise osservando che sebbene "la situazione sia in via di miglioramento" per "effetto della campagna vaccinale" si rendono ancora necessarie delle precauzioni anche perché, fra l'altro, "nessun vaccino è efficace al 100%". La Corte ha sottolineato l'alto numero di persone che devono essere presenti tra magistrati, avvocati e forze dell'ordine.

"Naturalmente - ha detto il presidente al termine della lettura dell'ordinanza - ci auguriamo che le cose migliorino con il tempo". Vista la "rilevanza pubblica" del processo Eternit "può essere consentita la presenza in aula di giornalisti in misura non superiore a 15 unità".

L’udienza di oggi ha avuto carattere prevalentemente tecnico, la cosiddetta “udienza filtro”. Non era presente in aula l'imputato, l'imprenditore svizzero Stephan Schmidheiny, accusato di omicidio con dolo eventuale. I casi di cui si parla, conteggiati nel capo d'accusa,  sono oltre 350. Uno dei difensori di Schmidheiny, l'avvocato Guido Carlo Alleva, ha commentato:"Sarà un processo lungo e complesso nel quale porteremo il nostro contributo tecnico e giuridico con la consueta serietà".
Tra le parti civili che oggi si sono costituite, anche la Presidenza del Consiglio dei ministri, presente a Novara con il procuratore dello Stato, Emilio Barile La Raia.

Protagonisti oggi sono stati soprattutto i familiari delle vittime, arrivati numerosi e muniti di cartelli e striscioni. "Nonostante le batoste subite - ha detto Bruno Pesce dell'Afeva, l'associazione familiari vittime amianto - speriamo che sia un processo giusto per avere giustizia nei confronti delle vittime. Finalmente la giustizia recupera il suo ruolo, le vittime almeno non sono morte invano"

ECV

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