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Economia e lavoro | 04 maggio 2021, 19:00

Riorganizzazione Intesa Sanpaolo: sei le filiali che potrebbero chiudere

Oltre a quella di Trobaso, a rischio anche Crusinallo e quattro nel novarese

Riorganizzazione Intesa Sanpaolo: sei le filiali che potrebbero chiudere

Verbano e Cusio dicono no ai possibili tagli di Intesa Sanpaolo. Sarebbero sei in tutto, tra Vco e novarese, le filiali della banca interessate dal piano di riorganizzazione attualmente in atto nelle due province. A chiudere i battenti -oltre a quella di Trobaso, di cui VcoNews vi ha dato notizia nei giorni scorsi- si aggiungerebbero anche quelle di Crusinallo, oltre a quattro nella provincia di Novara. Tale prospettiva, se confermata, rientrerebbe per l'appunto nel piano di ristrutturazione che l’istituto -uno dei più importanti del Paese- sta attuando da tempo su tutto il territorio italiano, anche alla luce delle recenti fusioni (tra cui quella con Ubi).

Nel tentativo di evitare o quanto meno rimandare la chiusura di Trobaso, il sindaco di Verbania Silvia Marchionini si è già attivata coi vertici regionali di Intesa Sanpaolo. L’agenzia di Trobaso dovrebbe confluire in quella di Intra, costringendo i tanti clienti residenti nella zona collinare a percorrere tre chilometri in auto per poter usufruire dei servizi nel centro città. Un problema che metterebbe in difficoltà soprattutto le persone anziane (anche nel Cusio si fa presente la stessa cosa), che sono quelle con le maggiori difficoltà di spostamento.

L’agenzia di Crusinallo dovrebbe essere, invece, assorbita da quella di piazza Beltrami a Omegna. Si stanno opponendo a tale prospettiva, al momento, il sindaco Paolo Marchioni e Paolo Marchesa Grandi, commissario Lega Salvini della zona (è di ieri la sua presa di posizione). All'origine delle scelte di Intesa Sanpaolo, che comunque sta parallelamente attuando un piano di nuove assunzioni rivolto in particolare modo ai giovani, vi sarebbe tra l’altro l'intenzione di spingere correntisti vecchi e nuovi ad utilizzare sempre di più l’home banking (che offre tutti i servizi in remoto) e sempre meno gli sportelli fisici.

L’ultima parola sulle chiusure spetterà al direttore piemontese per il Nord Ovest, Teresio Testa, lo stesso che ha ricevuto la missiva (con annesse lamentele) del primo cittadino del capoluogo. “Pur sapendo delle nuove politiche di gestione e della diminuzione delle filiali delle banche – ha scritto il sindaco Marchionini - esprimo timori per i disagi arrecati alla numerosa clientela”. Identica preoccupazione viene manifestata nel Cusio, dove peraltro sono ancora molte le imprese presenti, soprattutto del casalingo. I tagli nella vicina provincia di Novara riguarderebbero una filiale a Meina, una a Oleggio Castello e due nella città capoluogo.


Redazione

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