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Cronaca | 03 maggio 2021, 17:04

Affidi "facili" in Piemonte, FdI presenta esposto al ministro Cartabia:"Giro di 12 mln di euro per il sistema" Condividi Facebook Twitter Print WhatsApp Email

Marrone:"Solo il 14% di allontanamenti sono per abusi: media molto più elevata di quella nazionale. I servizi sociali sono autoreferenziali, non c’è sistema sanzionatorio verso le comunità residenziali accreditate, niente verifica sulle incompatibilità per i giudici onorari del Tribunale minori"

Gli esponenti di FdI Maurizio Marrone, Maria Teresa Bellucci ed Augusta Montaruli

Gli esponenti di FdI Maurizio Marrone, Maria Teresa Bellucci ed Augusta Montaruli

Allontanamenti “facili” di minori dalle proprie famiglie in Piemonte, con lo stesso “sistema che abbiamo visto in azione a Bibiano” . E’ questa la denuncia portata avanti da Fratelli d’Italia che ha presentato – a firma dell’assessore regionale Maurizio Marrone e degli onorevoli Giorgia Meloni, Augusta Montaruli e Maria Teresa Bellucci – un esposto indirizzato al Ministro della Giustizia Marta Cartabia.

Meloni:"Il 70%-80% dei minori non avrebbe dovuto essere allontanato dalle famiglie"

“Dall’indagine conoscitiva – ha spiegato Meloni promossa dal Consiglio Regionale è emerso che circa il 70%-80% dei bambini non avrebbe dovuto essere allontanato dalle famiglie: solo l’anno scorso ci sono stati più di 25 allontanamenti di minori”. Casi, come ha sottolineato la leader di FdI “accomunati da anomalie, squilibri, forzature, se non veri e propri abusi: come partito abbiamo deciso di dare loro voce e chiesto al Ministro Cartabia di fare luce. Non possiamo assistere ad una nuova Bibiano, con i diritti dei bambini violati”.

Marrone:"Servizi sociali autoreferenziali, non c'è sistema sanzionatorio verso comunità residenziali accreditate"

Primo firmatario dell’esposto l’assessore regionale Marrone che- dopo aver raccolto in questi mesi decine di storie- denuncia come a livello territoriale “solo il 14% degli allontanamenti sia stato fatto per sospetti abusi: il restante 86% si va a ricondurre a modelli educativi inidonei”. La nostra regione, come ha chiarito l’esponente della giunta Cirio, “ha anche una media molto più elevata di allontanamenti rispetto al nazionale  (3,9 per mille rispetto al 2,7 italiano)”. “I servizi sociali – ha proseguito – sono autoreferenziali, non c’è sistema sanzionatorio verso le comunità residenziali accreditate, niente verifica sulle incompatibilità per i giudici onorari del Tribunale minori, linee guida regionali dettate da coordinamenti misti pubblico-privato”. “Il sistema piemontese degli affidi cuba ogni anno oltre 12 milioni di euro: normale che resista per autoconservarsi, ostacolando con ogni mezzo la riforma legislativa del centrodestra, con il pieno sostegno dei consiglieri giallorossi”  ha concluso l’assessore.

Parole a cui hanno fatto eco quelle di Montaruli, che ha sottolineato come “i bambini devono essere collocati nelle loro famiglie,  spesso bisognose e quindi da supportare: sganciare la vita dei minori dai genitori e aberrante e vergognoso”.

Le testimonianze della mamma di Cuneo Sabrina Alma Badino e di Salvatore Salerno

A portare la loro testimonianza Sabrina Alma Badino, madre dei bambini coinvolti nel caso “Cuneo”, e Salvatore Salerno, papà di Violetta.  “Il compito di una mamma – ha spiegato la donna, che al momento ha a casa due dei quattro figli– è proteggere i propri bambini. Io mi sono rivolta alle istituzioni per una mia problematica e mi aspettavo una risposta diversa: la speranza è che chi ha potere di farlo legga tutta la documentazione senza pregiudizio nei miei confronti”.

Un caso analogo a quello di Salerno, che al momento ha a casa due bambini, mentre la figlia Violetta si trova in comunità. “Da febbraio scorso – ha spiegato l’uomo - non la vedo e mi è stata negata qualsiasi telefonata: in un anno e mezzo ho depositato 10 esposti per essere ascoltato e non mi è stato concesso nulla”.

Redazione TorinOggi

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