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Sanità | 23 febbraio 2021, 15:52

A Borgomanero posizionato un pacemaker a un 78enne positivo al Covid

L’intervento è stato eseguito dal dott. Luca Bergamasco, dalla dott.ssa Paola Paffoni e dal dott. Stefano Maffè, con l’aiuto delle infermiere Marilena Godio e Patrizia Alba

A Borgomanero posizionato un pacemaker a un 78enne positivo al Covid

E’ stato posizionato, per la prima volta all’Ospedale S.S. Trinità di Borgomanero dell’Asl NO, un pacemaker definitivo in un paziente di 78 anni con polmonite interstiziale sars-cov 2 correlata; la procedura è stata motivata da un grave disturbo del ritmo cardiaco in un paziente con già esiti di sostituzione valvolare protesica aortica e con instabilità emodinamica.

L’intervento è stato eseguito dall’équipe di elettrofisiologia e cardiostimolazione di Cardiologia, composta dal dott. Luca Bergamasco, dalla dott.ssa Paola Paffoni e dal dott. Stefano Maffè, con l’aiuto delle infermiere Marilena Godio e Patrizia Alba.

L’operazione è stata pianificata con estrema attenzione e scrupolosità secondo i protocolli vigenti per garantire la massima protezione agli operatori sanitari.

Sono state necessarie due ore per la sanificazione e preparazione della sala, oltreché per il paziente e l’intervento.

La sala operatoria è stata preventivamente svuotata di tutto il materiale non indispensabile alla procedura; il materiale essenziale (amplificatore di brillanza, ecografo, programmatore, monitor) é stato preparato con rivestimenti protettivi adeguati; nella pre-sala è stata allestita un’area di prefiltraggio e di svestizione; gli operatori hanno indossato una tuta protettiva, camici di piombo e camice sterile sovrastante, doppi guanti, visiera e calzari.

Per l’introduzione dell’elettrocatetere è stato scelto un accesso venoso ascellare eco-guidato al fine ridurre il rischio di pneumotorace in un paziente già affetto da polmonite e anticoagulato per la fibrillazione atriale.

La procedura è stata completata con successo e senza complicanze.

Il Covid-19 non è una malattia facilmente prevedibile; in molti casi le complicanze dell’infezione non sono solo respiratorie ma anche cardiache.

I soggetti più a rischio – secondo gli ultimi dati – risultano essere gli anziani e quelli con patologie, come ipertensione e diabete che rappresentano rischi cardiovascolari.

Le malattie cardiovascolari – ha commentato il Direttore F.F. della struttura complessa di Cardiologia, dott. Pierfranco Dellavesa – sembrano aumentare il rischio di decesso in caso di infezione da coronavirus.

Il coinvolgimento cardiaco può assumere più aspetti: dalle sindromi coronariche acute e infarto miocardico, alla riacutizzazione di uno scompenso cardiaco, all’embolia polmonare, alla miocardite, alle aritmie ipocinetiche ed ipercinetiche.

E’ importante che il personale del reparto di Cardiologia sia preparato e pronto ad intervenire nelle situazioni delicate e rischiose che questa pandemia ci porta a dover affrontare”.

Redazione

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