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Cronaca | 07 dicembre 2020, 09:53

Morta nella notte a bolzano Lidia Menapace

Fu candidata presidente della Provincia con il sostegno di Rifondazione Comunista

Morta nella notte a bolzano Lidia Menapace

Si è spenta questa notte intorno alle 3 all’ospedale San Maurizio di Bolzano dove era ricoverata da alcuni giorni dopo essere risultata positiva al Covid 19, Lidia Menapace, già senatrice della Repubblica. Aveva 96 anni. Lidia Menapace era nata a Novara nel 1924. Di formazione cattolica, giovanissima prese parte alla Resistenza come staffetta partigiana in Ossola con il nome di battaglia di “Bruna”.

Nel dopoguerra si impegna nei movimenti cattolici, in particolare con la FUCI - Federazione Universitaria Cattolica Italiana.

Nel 1952 si trasferisce in Alto Adige e nel 1964 è, quale candidata della Democrazia Cristiana, la prima donna eletta nel consiglio provinciale di Bolzano, insieme a Waltraud Gebert Deeg.

In quella stessa legislatura è anche la prima donna ad entrare nella giunta provinciale, come assessora effettiva per affari sociali e sanità. All’inizio degli anni ’60 maturò una svolta culturale e politica, aderendo a posizioni marxiste all’interno del movimento dei “Cristiani per il socialismo”, cosa che le costò il posto di docente all’Università Cattolica. Fu tra i fondatori del “Manifesto”, e, nel 2006, aderì a Rifondazione Comunista, partito con il quale approdò a Senato.

Pur vivendo in Alto Adige, ha mantenuto un legame stretto con la vita politica novarese: la sua più recente apparizione risale al 2009 fu candidata presidente della Provincia con il sostegno di Rifondazione Comunista.

ECV

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