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Novara | 05 dicembre 2020, 08:00

Ritorno in ufficio, ma le aziende sono pronte?

Ritorno in ufficio, ma le aziende sono pronte?

Data la situazione attuale, l’Italia si ritrova a dover fare i conti con una serie di restrizioni a livello regionale, differenziate per cercare di contenere il contagio. La situazione del Piemonte è al momento liquida, dato che stando alle comunicazioni ufficiali dal 13 dicembre dovrebbe diventare zona gialla.

I numeri pare dunque che stiano concedendo una tregua, con una curva dei contagi meno allarmante rispetto a poche settimane fa, anche se ovviamente non bisogna ancora calare il livello di attenzione. Significa che presto i lavoratori del Piemonte potranno tornare in ufficio, ma le aziende saranno pronte per accoglierli?I numeri pare dunque che stiano concedendo una tregua, con una curva dei contagi meno allarmante rispetto a poche settimane fa, anche se ovviamente non bisogna ancora calare il livello di attenzione. Significa che presto i lavoratori del Piemonte potranno tornare in ufficio, ma le aziende saranno pronte per accoglierli?I numeri pare dunque che stiano concedendo una tregua, con una curva dei contagi meno allarmante rispetto a poche settimane fa, anche se ovviamente non bisogna ancora calare il livello di attenzione. Significa che presto i lavoratori del Piemonte potranno tornare in ufficio, ma le aziende saranno pronte per accoglierli?

Le grandi aziende puntano allo smart working

Le grandi aziende sono state le prime a sperimentare lo smart working, per via delle risorse a propria disposizione e per un know how più avanzato rispetto alle altre. Il lavoro agile diventa dunque la prima soluzione per la gestione di uno stato di emergenza di questa portata, impedendo gli assembramenti negli uffici e gestendo una turnazione dei dipendenti presenti in azienda. In questo modo le imprese sono riuscite a gestire una situazione specifica, ma non senza rischi o conseguenze, perché l’Italia non è mai stata fra i paesi più attrezzati da questo punto di vista.

Il lavoro agile può infatti portare distrazioni a chi lavora da casa, e in generale richiede tempo per diventare una vera routine. Proprio lo smart working deve cambiare anche gli spazi lavorativi, che diventeranno dei veri e propri spazi per il coworking. Questi cambiamenti imporranno nuove routine, e modalità diverse. Gli spazi lavorativi saranno sempre più a tempo, organizzati per obiettivi aziendali, capaci di proporre al dipendente servizi che a casa non potrebbe avere.

Si deve partire da una connessione ad Internet performante, che differenzi il luogo di lavoro da una normale abitazione. Bisogna attrezzarsi trovando sul web una connessione Internet per aziende che permetta di valorizzare il lavoro da remoto ma nello stesso tempo aiutare i dipendenti a trovarsi in un luogo che sia in linea con le nuove esigenze, attrezzato e iper moderno. Le modalità lavorative andranno appunto modellate per consentire il ritorno dei dipendenti ma seguendo le regole del distanziamento di sicurezza.

Oltre lo smart working

Quando la situazione si normalizzerà, di tutto questo si spera che resterà soltanto il ricordo. In realtà ci sono alcuni elementi che verranno ereditati e che saranno positivi, come il già citato smart working. Le imprese si stanno infatti abituando e lo stesso discorso vale per i dipendenti, che presto o tardi prenderanno maggiore confidenza con questo sistema. Un sistema che propone molti vantaggi per entrambe le parti. Di conseguenza, saranno numerose le aziende che affineranno le proprie capacità nella gestione del lavoro agile, e che investiranno parecchio in questo settore e in generale nella digitalizzazione, con obiettivi chiari e regole di disconnessione precise. Lo scopo è arrivare ad un sistema che possa garantire una copertura totale del parco dipendenti, con una parte che lavorerà in smart working e dunque da remoto, e una parte che si recherà in ufficio. È chiaro che questo avverrà seguendo le turnazioni citate poco sopra, che comunque vanno studiate con metodo per non creare pericolose disparità fra i lavoratori (o di genere, come accaduto di recente).

 

Redazione

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