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Cultura e Spettacoli | 23 novembre 2020, 17:00

Dal 24 novembre Scrittori&giovani apre le aule virtuali delle scuole con gli autori Lipperini, Righetto e Clima

Tre incontri con tre grandi scrittori in dialogo con gli studenti di Novara e provincia

Dal 24 novembre Scrittori&giovani apre le aule virtuali delle scuole con gli autori Lipperini, Righetto e Clima

In questa seconda settimana del festival Scrittori&giovani alcuni eventi on line che vedono gli autori ospiti delle aule virtuali delle scuole di Novara e provincia aprono al pubblico adulto con dirette sulle piattaforme social. La contaminazioni tematiche della nostra rassegna ci porteranno a discutere, insieme ad autori come Lipperini, Righetto, Clima su temi complessi: su un’epidemia, non solo in senso epidemiologico ma anche in senso morale, sul nostro rapporto con l’ambiente e con realtà e mondi all’apparenza molto distanti da noi.

Si inizia martedì 24 novembre alle ore 9 con la conduttrice di Fahrenheit su Radio Rai 3 Loredana Lipperini, autrice di “La notte si avvicina” (Bompiani), intervistata dagli studenti dell’ITE Mossotti di Novara. Per partecipare all’evento si può prenotare all’indirizzo festival@letteratura.it per ottenere un link a una riunione di Google Meet, fino ad esaurimento posti.

Siamo in Italia, nel 2008. L’anno della grande crisi economica e del più spietato disinteresse verso il mondo. Un paese ai piedi delle montagne, già segnato dal terremoto, circondato da militari, popolato da persone incerte, impaurite, rabbiose. E prigioniere. Un’epidemia, una nuova peste che dilaga e non perdona. Le streghe, come le epidemie, attraversano la storia, e in questa, di storia, ce ne sono tante: le mamme feroci che strappano a Maria i suoi figli, condannandola a una vita di solitudine; Chiara, smarrita nel suo mondo disseminato di presagi, sogni, visioni di fruste e angeli punitivi; Saretta, settant’anni, forte e vasta come una Grande Madre, con le sue complicità d’ombra e il dominio assoluto su Vallescura, il paese “noioso e grasso e poco ospitale” che sembra respingere i nuovi arrivati come un magnete e come un magnete attira a sé il male. Stella stellina / la notte si avvicina: parole consolatorie, parole micidiali. Un gotico italiano che ci parla dell’oggi evocando forze e misteri che arrivano dal passato, una filastrocca nera in cui l’ignoranza diventa ferocia, il peccato s’incarna nella malattia, e nessuno in fondo è innocente, nessuno può dormire in pace.

Alle ore 10, in diretta Facebook sulla nostra pagina Scrittori&giovani Novara, Matteo Righetto presenta I prati dopo di noi (Feltrinelli), in dialogo con l’ISS Bonfantini di Novara.

Mentre le pianure arroventate sono in fiamme, la montagna rappresenta l’ultimo, precario, rifugio. E in un monastero alle pendici dei monti vive Bruno, un ragazzo gigantesco, “magro e alto come un ontano verde”, che si sente particolarmente legato agli animali minuti, insetti soprattutto: “Mio papà diceva,” racconta a chi gliene chiede il motivo, “che i più grandi devono prendersi cura dei più piccoli”. La sua mansuetudine, lo sguardo fantasioso e candido fanno sì che a molti sembri uno sciocco, eppure sono proprio quelle doti a renderlo capace di comprendere cose che ai più non è dato vedere né sentire. Nell’abbazia gli viene così affidata la cura degli apiari, fondamentali per il pregiato miele, la propoli, l’idromele, gli unguenti e la cera delle candele. Ma le api sono preziose anche perché è grazie a loro che la natura può rigenerarsi, e Bruno ne diventa fedele custode. Sulle Alpi vive anche il vecchio Johannes. Convinto che il pianeta stia per soccombere a causa dell’avanzata dei nuovi barbari, parte per l’Ortles, la montagna sacra che la leggenda vuole abbia un tempo ospitato in perfetta armonia uomini, animali e piante. Nel cammino verso il sacro monte, Johannes e Bruno sono destinati a incontrarsi fra loro e con Leni, una vivace bambina sordomuta rimasta sola al mondo. Una storia simbolica sul destino dell’umanità, nutrita dell’amore per l’ambiente, popolata da personaggi vivissimi e raccontata da Matteo Righetto con il suo talento eccezionale nella rappresentazione della natura e dell’avventura.

Giovedì 26 novembre alle ore 11.30 Gabriele Clima parlerà con gli studenti di ITI e ITC Leonardo da Vinci, Borgomanero, in diretta streaming sul canale YouTube istdavinci, a partire da Black Boys (Feltrinelli), un romanzo sui sentimenti difficili e indecifrabili dell’adolescenza, e sulla follia dell’odio e del razzismo in cui a volte, senza nemmeno rendersene conto, si viene risucchiati.

Alex, sedici anni, è appena entrato nei Black Boys, un gruppo violento di azione giovanile. Il suo obiettivo è trovare il “nero” che ha causato l’incidente in cui suo padre ha perso la vita e dargli una lezione. I Black Boys sono disposti ad aiutarlo, ma in cambio Alex parteciperà alle azioni punitive che il gruppo organizza. È durante una di queste che Alex perde il controllo della situazione e un uomo finisce in ospedale.
Alex è sconvolto, tanto più che un testimone lo ha visto ed è stata aperta un’indagine. Tenta quindi di uscire dai Black Boys, ma il leader del gruppo lo minaccia. Schiacciato fra le pressioni dei compagni e il peso di scelte sempre più difficili, Alex si ritrova in una spirale che giorno dopo giorno gli si stringe intorno inesorabilmente. Solo quando si troverà davanti agli esiti più estremi delle proprie azioni, prenderà consapevolezza della follia a cui il suo desiderio di vendetta lo ha portato.

Dal 26 al 29 novembre, quattro date per una produzione teatrale del Teatro Coccia, liberamente tratta dalla tragedia greca: Cassandra, in te dormiva un sogno. Sarà trasmessa in diretta, sul canale YouTube del Teatro Coccia e di A-Novara. Si tratta di unopera virtuale multimediale in collaborazione con Archivio Fondazione Inda di Siracusa, Un viaggio nell’inconscio, nella febbre, nella trance, nel sonno, nel buiopiù profondo, nel mondo del tempo perduto. In un paesaggio lunare alcune ombre si aggirano tra lemacerie di una città che non è più. Troia. Frammenti di quotidianità, tracce di vita normale, sepolte datonnellate di calcinacci e rifiuti. Sussurri, lamenti, sangue sui muri, animali morti nelle vie, carcasse irriconoscibili e corpi umani bruciati, pozze di fango e rottami, polvere nei polmoni. In città vige il coprifuoco e non c’è alcuna via di fuga. Tutto è perduto. Tutto diviene cenere, fumo vacuo. La speranza di un futuro migliore affoga nell’abisso irrimediabile della guerra.

Musica di Marco Podda, libretto di Daniele Salvo e Giulia Diomede, direttore Cesare Della Sciucca. Regia Daniele Salvo, scene Danilo Coppola, costumi Silvia Lumes, Giovane Ensemble Guido Cantelli. Attori: Cassandra, Lidia Fridman; Thanatos, Melania Giglio; Ecuba, Giulia Diomede

Domenica 29 novembre alle ore 16, in collaborazione con la Scuola di Musica Dedalo di Novara, l’evento conclusivo Fin del Mundo: contaminazioni di popoli e confini, unreading musicale a partire dal libro di Laura ParianiLe montagne di don Patagonia (Interlinea)con intervento dell’autrice, letture di Eleonora Calamita e interpretazione di Francesco Cordeo alla fisarmonica. Sarà visibile in streaming sulla pagina Facebook Scrittori&giovani Novara e sulla pagina YouTube A-Novara.
Laura Pariani torna in Patagonia sulle tracce dell’esploratore salesiano padre Alberto Maria De Agostini. E lo racconta quando, ormai anziano, seduto in poltrona, ripensa alla propria giovinezza: la scelta di fare il missionario nel Fin del Mundo, la battaglia in difesa degli indios, la passione per le sfide delle cime andine. «Quando entrava nelle loro case – estancias o ranchitos che fossero – il fatto che portasse una giubba da scalata e non l’abito talare, all’inizio li poteva sorprendere ma poi gli leggevano negli occhi che lui era lì per portare la parola di Dio. È stato così che è diventato per tutti don Patagonia...».

C.S.

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