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Politica | 15 novembre 2020, 17:23

Vigilanza attiva, Grimaldi (LUV): “le Usca in Piemonte sono la fotografia di un fallimento targato Cirio e Lega"

Il consigliere regionale: "Ecco perché la seconda ondata ha travolto Torino”

Vigilanza attiva, Grimaldi (LUV): “le Usca in Piemonte sono la fotografia di un fallimento targato Cirio e Lega"

“Da marzo chiediamo più vigilanza attiva e denunciamo la mancanza strutturale di servizi territoriali utili ad evitare il ricovero dei pazienti Covid; abbiamo denunciato come le Usca fossero sguarnite di personale e dei più basilari strumenti di lavoro come i saturimetri, ho battibeccato in Aula con il Presidente Cirio a cui chiedevo se almeno lui avesse conosciuto qualche torinese, tra i tanti positivi al Covid (sono stati oltre 64 mila nella città metropolitana), che avesse avuto la fortuna di essere stato seguito da un’Usca, ma nei mesi scorsi siamo sempre stati rassicurati dai vertici regionali: ‘la situazione è sotto controllo’. Peccato che non fosse vero. I dati che abbiamo finalmente potuto leggere sul numero delle Usca attive in Piemonte (aggiornate al 9 ottobre purtroppo), sul personale impiegato all’interno di esse, e su quanti pazienti siano stati seguiti in questi mesi sono la fotografia di un fallimento targato Cirio, Icardi e Lega” – attacca Marco Grimaldi, capogruppo di Liberi Uguali Verdi in Piemonte.

“Ben dieci Usca delle diciannove unità presenti adesso a Torino città sono state attivate solo a ottobre, mentre gran parte delle altre Asl lo hanno fatto tra marzo e aprile – in alcuni casi con un leggero ritardo rispetto al 20 marzo, termine fissato dal Decreto legge n.14, ma certamente in tempo utile per organizzare prima una risposta per affrontare la seconda ondata, esattamente quello che non è accaduto nel capoluogo”.

“Il dramma di questo ritardo si riflette infatti nitidamente sulla (in)capacità di seguire pazienti Covid a domicilio: dei 16.095 pazienti presi in carico da tutte le USCA piemontesi da aprile a settembre infatti, 9.842 sono residenti nel resto del Piemonte, 5156 nella provincia di Torino e solo la miseria di 1.097 sono quelli presi in carico (a domicilio e nelle RSA) dalla ASL TO1. In pratica – aggiunge Grimaldi – a Torino solo lo 0,125% dei residenti è stato contattato da un’Usca, rapporto che sale allo 0,367% nel resto della Provincia fino a raggiungere lo 0,516% nel resto del Piemonte: i numeri sono estremamente bassi in tutta la regione – commenta Grimaldi – ma quelli del capoluogo sono semplicemente imbarazzanti e si spiegano in parte con le mancate assunzioni di personale: i dati più aggiornati in nostro possesso (al 9 ottobre) mostrano che l’ASL TO1 ha assunto solo poco meno di 8 operatori ogni 100 mila abitanti (7,9), e peggio hanno fatto solo ASL AL e ASL NO mentre l'ASL Biella ha assunzioni doppie rispetto a quelle effettuate a Torino in rapporto alla popolazione”.

“Chiediamo alla Giunta se nel frattempo sia stato aggiunto altro personale nelle USCA, e se ci sia stato finalmente un salto di qualità nella presa in carico dei cittadini torinesi; non possiamo lamentarci che gli ospedali siano al collasso – conclude Grimaldi – se le persone rimangono totalmente abbandonate a casa”.

C.S.

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