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Cronaca | 06 novembre 2020, 18:00

Nursing Up, bando regionale nuovi infermieri con contratti a 36 mesi è vittoria sindacale e del buon senso

Delli Carri: “Ora si metta mano alle tariffe ridicolmente basse delle prestazioni aggiuntive”

Nursing Up, bando regionale nuovi infermieri con contratti a 36 mesi è vittoria sindacale e del buon senso

L’Asl Città di Torino ha finalmente pubblicato il bando (il 2 novembre scorso) per il reclutamento di nuovi infermieri ai quali verrà offerto un contratto a tempo determinato che sarà, come più volte avevamo chiesto, di 36 mesi (tre anni). Si tratta di una vittoria sindacale e del buonsenso, che permetterà finalmente, come regione, di attrarre professionalità da impiegare nelle nostre strutture sanitarie, cercando di limitare l’emorragia di infermieri e professionisti della sanità attirati altrove, lontano dal Piemonte, da offerte più allettanti di quelle viste fino a oggi. Un atto concreto che potrà limitare l’estrema necessità di nuovo personale da impiegare nelle strutture sanitarie in un periodo di grande emergenza.

Il Nursing Up, sindacato degli Infermieri e delle professioni sanitarie, esprime la sua soddisfazione per l’indizione del bando e auspica che le procedure possano seguire l’iter più rapido possibile in modo da avere a disposizione le nuove forze da impiegare negli ospedali in tempi ragionevolmente brevi.

Il Segretario Regionale del Piemonte del Nursing Up, Claudio Delli Carri, sottolinea l’importanza della decisione di allungare la proposta di contratto a tempo determinato a 36 mesi: “Per mesi abbiamo detto e ripetuto che offrire contratti a termine di due o tre mesi era assurdo. Siamo molto soddisfatti che la Regione e l’Asl abbiano recepito la correttezza della nostra richiesta e che sia stato pubblicato il nuovo bando con l’offerta di contratti a 36 mesi, così come avviene già in altre regioni. Si tratta di una vittoria sindacale che va nella direzione del buonsenso, soddisfacendo la necessità di implementare gli organici con professionalità che possano garantire un minimo di respiro ai turni su un lasso di tempo ragionevolmente esteso”.

Aggiunge Delli Carri: “Ora però è necessario che la Regione convochi subito le rappresentanze sindacali firmatarie del contratto per discutere della retribuzione delle prestazioni aggiuntive che tutte le aziende stanno utilizzando e continueranno ad utilizzare per coprire i turni in attesa della conclusione delle procedure di reclutamento legate alle nuove assunzioni. Le tariffe attuali riconosciute, infatti, sono vecchie di 18 anni e prevedono una retribuzione di 26 euro lordi l’ora, una cifra non congrua che va subito rivista. Basti pensare che solo qualche mese fa, per la riduzione delle liste d’attesa, era stata prevista una retribuzione doppia, di 50 euro lordi l’ora, per le prestazioni aggiuntive necessarie a tale obbiettivo. Oggi, una prestazione aggiuntiva, anche solo un’ora in più di un infermiere in un ospedale, è fondamentale, ad esmepio per migliorare la situazione di criticità legata all’emergenza della pandemia. Crediamo che ciò vada riconosciuto con una tariffa adeguata che sia almeno doppia rispetto a quella attuale. La Regione ha fatto un primo importante passo con il bando per i contratti a 36 mesi, ora prosegua sul percorso intrapreso modificando al rialzo le tariffe orarie delle prestazioni aggiuntive”.

C.S.

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