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Politica | 22 ottobre 2020, 12:00

In Piemonte passa la legge delle grandi derivazioni idroelettriche, Bongioanni: "Opportunità per la montagna"

"È un occasione importante, che ci permette di rimodulare una parte organizzativa del Piemonte"

In Piemonte passa la legge delle grandi derivazioni idroelettriche, Bongioanni: "Opportunità per la montagna"

La Regione Piemonte ha una nuova legge del "grande idroelettrico". E' stata infatti approvata ieri, in consiglio regionale, una norma che permetterà di disciplinare le modalità e le procedure di assegnazione delle concessioni delle grandi derivazioni d'acqua a scopo idroelettrico. 

Soddisfatto per il risultato ottenuto Paolo Bongioanni, capogruppo di Fratelli d'Italia: "E' un occasione importante, che ci permette di rimodulare una parte organizzativa del Piemonte e consente di guardare ad un avvenire nuovo che vada a coinvolgere in modo nuovo corale tutta la regione".

Il ragionamento di Bongioanni si concentra sulle valli alpine: "Le valli piemontesi sono qualificate come aree interne, con rischio di abbandono, desertificazione e arretratezza. Come tutte le aree interne si caratterizzano per marginalità dei centri di sviluppo e dell'offerta dei servizi essenziali. Ma attenzione: non bisogna confondere la marginalità con la povertà, perché qui ci sono grandi risorse. Penso al paesaggio, al turismo, allo sci, all'outdoor e ovviamente, in questo caso, prima di tutto c'è l'acqua".

Ecco perché la disciplina delle modalità e procedure di assegnazione delle grandi derivazioni d'acqua a scopo idroelettrico diventa lo strumento al quale affidarsi. "Se la scommessa è quella di evitare rischi e capovolgere i destini, diventa fisiologico guardare al concetto di energia distribuita quale mezzo adottabile per lo sviluppo del territorio" afferma il capogruppo di Fratelli d'Italia.

Un esempio perfetto? La fascia Pedemontana, una città diffusa, una cerniera che unisce montagna e pianura, andando a creare nuovi modelli di sviluppo del territorio. Da questo contesto, secondo Bongioanni, nasce l'occasione delle grandi derivazioni: "Può essere il momento per impostare un nuovo modello organizzativo che permetta al territorio che produce quell’energia di averne disponibile una quota a condizioni economicamente competitive, al fine di promuovere lo sviluppo e l’occupazione". Per farlo, il consigliere regionale chiede a gran un’ organizzazione che garantisca che quanto lasciato vada a promuovere gli insediamenti produttivi nella fascia pedemontana promuovendo  il secondario e nelle valli il settore primario e il terziario.

"In tutta l'area della fascia Pedemontana ci sono aree industriali e artigianali nate nel dopoguerra che possono essere volano di sviluppo sia per la pianura che per le valli: il territorio, però, si deve organizzare e sta a noi indirizzare quelle risorse" ribadisce Bongioanni.

Come può quindi il territorio sfruttare quest'occasione e raggiungere gli ambiziosi obiettivi? "La strada possibile - sottolinea il capogruppo di Fdi - è quella del modello della comunità energetiche". "Voglio fare i complimenti a due Unioni Montane, tra l’altro della mia provincia, la Valle Maira e  la Valle Grana che in questi anni hanno costituito la prima comunità energetica, rivendicando una storica, e forse unica, occasione di rinascita del territorio".

"La comunità energetica prevista dall'articolo 16, avrà tra le altre funzioni quella di svolgere un servizio pubblico di gestione dell'energia elettrica verso tutti gli utenti ma soprattutto verso quei soggetti che in questo contesto troveranno motivo di instaurarsi e di creare valore nel territorio. Credo che questo valore, non così enfatizzato nella discussione di oggi, possa diventare l’occasione più importante custodita dalla legge per il Piemonte di domani" conclude Bongioanni.

C.S.

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