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Politica | 11 agosto 2020, 14:41

Sarno (Pd): "Ho richiesto il bonus Inps per errore, ma l'ho subito restituito"

Il consigliere regionale: "Prova del fatto che non sono nella categoria dei furbetti è la non richiesta della tranche dei 1000 euro visto che il fatturato della mia attività era sceso di oltre il 33% rispetto al periodo precedente"

Sarno (Pd): "Ho richiesto il bonus Inps per errore, ma l'ho subito restituito"

La richiesta all'Inps per il bonus da 600 euro è partita a causa di un "errore", cui ha subito rimediato non appena ha visto la somma accreditata sul proprio conto corrente. E' quanto racconta il consigliere regionale del Pd Diego Sarno in un lungo post su Facebook.

"La mia compagna - scrive - fa questo di lavoro e da sempre gestisce la contabilità riguardante la mia attività professionale. Durante il lockdown, per provare diverse procedure ha usato la sua partita Iva e anche la mia (avendone due tipologie diverse) così da essere pronta per assolvere senza errori e con una maggiore velocità le molte procedure gestite per i clienti dello studio nel quale lavora".

"Quando è uscito il bonus per gli autonomi - continua -, come sempre ha usato la mia partita iva per provare la procedura e nella contemporaneità di quelle degli altri clienti ha concluso anche la mia per errore. Quando me lo ha detto, e qui c'è l'errore di sottovalutazione e poca attenzione, ho lasciato correre dando per scontato che il bonus non mi sarebbe stato concesso vista la mia situazione reddituale".

Poi, la corsa ai ripari dopo la verifica del versamento. "Nelle settimane successive, quando ho visto l'accredito sul mio conto corrente ho cercato una soluzione e non sapendo di poter restituire la somma direttamente ad INPS, ho effettuato un bonifico pari all'importo ricevuto delle due tranche da 600 euro come beneficenza per l'emergenza covid".

E così conclude Sarno: "Non ho sentito l'esigenza di raccontarlo prima, ma oggi vista l'onda mediatica e avendo un ruolo pubblico sento il bisogno di raccontarlo per trasparenza e onestà intellettuale. Da sempre ho un'attività legata al mondo della comunicazione che è la mia principale occupazione che una volta terminata l'esperienza politica continuerà a sostenere me e la mia famiglia. Prova del fatto che non sono nella categoria dei furbetti è la non richiesta (pur avendo i requisiti e potendola ottenere) della tranche dei 1000 euro visto che il fatturato della mia attività era sceso di oltre il 33% rispetto al periodo precedente. Non ho pensato neanche per un secondo di chiederli e infatti non l'ho fatto".

Dal corrispondente a Torino

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