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Cronaca | 13 luglio 2020, 12:00

A Novara manifestazione contro la legge sull'omotransfobia

L'iniziativa è stata organizzata sul territorio novarese dall’associazione Li.F.E.

A Novara manifestazione contro la legge sull'omotransfobia

“ Ha riscosso pieno successo la manifestazione #restiamoliberi, atta a sensibilizzare l’opinione pubblica sui rischi collegati alla possibile approvazione della proposta di legge De Zan – Scalfarotto, in tema di omotransfobia: stante il regime di distanziamento sociale, la Questura ha fissato a 100 persone la capienza di piazza Puccini, e tante sono state le persone che hanno manifestato, anzi qualcuna ha dovuto rimanere ai margini per non violare le normative vigenti” trapela soddisfazione dall'associazione novarese Libertà Famiglia Educazione (ex Popolo della Famiglia) per il flash mob che si è svolto l'11 luglio. Chi protesta giudica la legge non necessaria (perché esistono già norme che combattono le discriminazioni, anche quelle di genere) e sostiene che questa potrebbe di introdurre un “ reato di opinione”.

Giovani e meno giovani, famiglie con bambini hanno sostato in piedi, facendo silenzio, a distanza di un metro, leggendo un libro, con un bavaglio rosso sulla bocca, “senza rispondere ad alcun tipo di provocazione, per dire che nessuna legge può zittire le coscienze”. La veglia si è svolta in Piazza Puccini, pieno centro città, come in contemporanea si stava svolgendo in numerose altre piazze in Italia “ testimoniando che c’è un popolo che si sta risvegliando e che non è disposto a restare indifferente mentre la libertà viene minata nel nostro paese ” ha affermato il portavoce dell’evento Alberto Cerutti dell’associazione Li.F.E.

Altro motivo di soddisfazione per gli organizzatori è venuto dall'interesse dei passanti che hanno voluto approfondire le motivazioni dell'iniziativa.

“ Nel corso della veglia sono stati letti i discorsi predisposti per tutte le piazze d’Italia, di seguito alcuni passaggi:

Oggi siamo in questa piazza per la libertà. Nel pieno di una crisi economica e sociale senza precedenti, con milioni di famiglie ed imprese in enorme difficoltà, in Parlamento c’è chi ritiene urgente far approvare una legge sulla cosiddetta omotransfobia. Il testo è stato depositato il 30 giugno e porta la firma del deputato del Pd Alessandro Zan.

Una legge del tutto ingannevole, poiché si presenta come necessaria per punire le violenze nei confronti di persone con attrazione per lo stesso sesso, ma chiunque sa già che ogni violenza è già punita dal nostro ordinamento giuridico. Ed esistono anche le aggravanti da applicare ove necessarie. Una legge inutile quindi. Ma una legge soprattutto pericolosa perché mira a istituire un nuovo reato, quello di omotransfobia appunto, che non viene definito dal legislatore, lasciando così enormi spazi a interpretazioni e derive liberticide che colpiranno chiunque esprimerà un pensiero non allineato al mainstream.

Di fatto, con questa legge, dire la verità sulla natura dell’uomo diventerà reato. Ma in un tempo in cui il potere si accentra sempre più nelle mani di pochi, l’istituzione del reato di opinione è un passo ulteriore verso la censura del dissenso, di qualsiasi dissenso.

Ecco perché oggi ci alziamo in piedi.

Non risponderemo ad alcuna provocazione soprattutto perché noi siamo qui in piazza anche per chi ci contesta e non ha capito la portata liberticida di questa legge.

#restiamoliberi dunque! Liberi di pensare, di educare, liberi di esprimerci, di professare il nostro credo, liberi di dire no ad una legge bavaglio.

La nostra presenza qui oggi è stata una testimonianza pubblica di libertà. Questo è il vero diritto e il dovere primario del cittadino che pensa e agisce per il bene comune.

Oggi in questa piazza per la nostra veglia eravamo in cento.

Molta gente si è fermata a guardarci, interrogata da un popolo ordinato e pacifico, il cui silenzio scuote più di ogni parola. Ma soprattutto abbiamo fatto un’esperienza di libertà, affermando che dipendiamo da qualcosa di più grande di un potere che vuole zittirci.

Noi oggi abbiamo detto sì alla libertà di espressione e di coscienza che vorrebbero toglierci, sì alla libertà di educazione, di religione, di stampa, e soprattutto no alla legge bavaglio Zan.

Ora lasceremo questa piazza ma continueremo a vegliare nella vita. Lì dove siamo ogni giorno. Pronti a scendere in piazza di nuovo se l’iter di questa legge non verrà fermato”.

C.S.

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