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Economia | 17 giugno 2020, 15:08

Aziende poco digitali: in Piemonte, dalla pandemia alla normalità, essere “smart” rischia di rimanere un miraggio

Appello della Confindustria regionale: "Il digital divide è ancora una realtà diffusa. Servono fondi, oltre all'impegno della Regione e degli operatori delle telecomunicazioni"

Aziende poco digitali: in Piemonte, dalla pandemia alla normalità, essere “smart” rischia di rimanere un miraggio

Smart working, connettività, lavoro a distanza. Sono diventate parole d'ordine in questi mesi di Coronavirus e di lockdown, ma se per alcuni (molti) si sono rivelati la soluzione per resistere alle difficoltà improvvise legate al Covid, per altri (non pochi) rischiano di rimanere un miraggio.

In una parola sola, tutto questo è il "digital divide", ovvero le difficoltà che si trovano a vivere le realtà produttive e imprenditoriali che operano in territori in cui il servizio informatico e digitale, appunto, non garantisce la stessa affidabilità di altre aree raggiunge meglio e in maniera più affidabile. Da questo punto - ribadito anche agli Stati Generali che il premier Giuseppe Conte sta tenendo a livello nazionale - nasce l'appello di Confindustria Piemonte. Un appello rivolto sia alla Regione che ai maggiori operatori del mondo delle telecomunicazioni.

D'altra parte, le classifiche più recenti sulla digitalizzazione collocano l’Italia nel suo insieme al 25esimo posto in Europa, facendo meglio solo di Romania, Grecia e Bulgaria e perdendo due posizioni rispetto allo scorso anno tra connettività, competenze digitali, uso di Internet da parte dei singoli, integrazione delle tecnologie digitali da parte delle imprese, servizi pubblici digitali.

Da qui Confindustria regionale ha prima analizzato il mercato per evidenziare le richieste delle aziende e le loro maggiori difficoltà, per poi passare alle soluzioni tecnologiche necessarie. "Quella che stiamo vivendo è la prima, vera, crisi sistemica di un mondo integrato e interconnesso. Una crisi che ha fatto emergere con evidenza, quasi con violenza, l’importanza della Rete come infrastruttura di base", dichiara Fabrizio Gea, imprenditore ICT e delegato di Confindustria Piemonte per l’Agenda Digitale.

"Con quest’azione abbiamo voluto da un lato rispondere concretamente alle esigenze delle imprese relativamente alle soluzioni per la connettività e lo smart working e, dall’altro lato, abbiamo realizzato un “gioco di squadra” per condividere con l’amministrazione regionale misure di agevolazione per l’acquisto di tecnologie e servizi abilitanti, integrate da un sostegno per la formazione del personale. Questo per costruire, nel contesto “straordinario” dell’oggi, ciò che sarà il contesto “ordinario” di domani. Su questa partita, infatti, si gioca il futuro delle comunità e delle imprese".

"Abbiamo colto la disponibilità della Regione – commenta il presidente di Confindustria Piemonte, Fabio Ravanelli – e continueremo a tenere alta l’attenzione sul tema affinché dalle prime aperture si possa passare a un orizzonte di intervento più ampio. La digitalizzazione, come si è evidenziato con la spinta data dalla pandemia, è stato un fattore organizzativo fondamentale per garantire l’operatività aziendale e oggi, con ancora maggior forza, è una leva di competitività per il futuro, soprattutto per quelle PMI che sono l’ossatura fondamentale del nostro tessuto economico".

"Siamo ormai consapevoli, come lo sono i nostri referenti istituzionali, che un sostanziale irrobustimento della capacità operativa aziendale basata sul digitale costituirà un’eredità duratura utile a ridurre il divario e il ritardo del territorio. Il Piemonte digitale, così come l’Italia digitale, non possono rimanere nel libro dei sogni".

Redazione

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