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Politica | 19 maggio 2020, 12:00

Coronavirus, Canalis (Pd): "L'emergenza nelle Rsa non è finita"

“La gestione della Giunta Cirio continua ad essere in affanno: su 29.595 posti letto accreditati diverse migliaia sono vuoti, manca all’appello il 20% dei tamponi e il Piemonte è in ritardo sul fronte della carenza del personale”

Coronavirus, Canalis (Pd): "L'emergenza nelle Rsa non è finita"

Le Rsa, Residenze sanitarie assistenziali, del Piemonte sono state fortemente colpite dall’epidemia, anche a causa dei ritardi e problemi di coordinamento con l’assessorato alla Sanità e con le Asl, sostiene Monica Canalis, Vice segretaria Pd Piemonte e consigliera regionale

Con l’inizio della Fase 2 non deve scendere il silenzio sui nodi non ancora affrontati, che sono principalmente tre:

1-         La mancata diffusione di un Protocollo unico regionale che regolamenti i nuovi ingressi in RSA da domicilio e da ospedale. Ci risulta che ad oggi solo una delle dodici Asl del Piemonte, quella del VCO, abbia dato indicazioni sui nuovi ingressi. Il risultato è che sui 29.595 posti letto accreditati diverse migliaia siano vuoti, con notevole danno per le famiglie in lista d’attesa e per le strutture. Ci chiediamo il motivo di questo ennesimo ritardo da parte della sanità piemontese. E’ forse dovuto alla difficoltà di assicurare i tamponi prima dei nuovi inserimenti?

2-         E’ lecito chiederselo visto che non è ancora stata completata l’attività diagnostica neppure sui pazienti già ricoverati nelle Rsa. Ad oggi manca all’appello il 20% dei tamponi.

3-         Infine, permangono ritardi nella risoluzione della carenza di personale, che hanno spinto alcune Associazioni dei gestori delle strutture residenziali a scrivere al ministro Speranza per chiedere un bando nazionale, in sostituzione dei bandi regionali, per la programmazione dei corsi di formazione professionale per OSS. Questo perché alcune Regioni, tra cui il Piemonte, sono in ritardo rispetto alle esigenze del territorio. Molti operatori stanno lasciando le Rsa per aderire ai bandi del SSN e questo rischia di lasciare scoperte molte strutture.

Nonostante il grande numero di vittime tra i pazienti delle Rsa, la gestione della Giunta Cirio continua ad essere in affanno e a dimostrarsi incapace di prevenire i problemi prima che esplodano. Sulla formazione di nuovi operatori, sui tamponi e sulle regole per i nuovi ingressi chiediamo misure urgenti ed uniformi sul territorio regionale, prima che scoppi un nuovo caso Rsa.

C.S.

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