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Economia | 27 aprile 2020, 13:07

Coldiretti Piemonte: preservare il suolo per continuare a garantire produzioni agricole di qualità

Agricoltura italiana più green d’Europa con solo il 7% delle emissioni di gas serra che arrivano dall’agricoltura

Coldiretti Piemonte: preservare il suolo per continuare a garantire produzioni agricole di qualità

Le ultime generazioni sono responsabili della perdita in Italia di oltre un quarto della terra coltivata per colpa della cementificazione e dell’abbandono provocati da un modello di sviluppo sbagliato che ha ridotto la superficie agricola utilizzabile in Italia negli ultimi 25 anni ad appena 12,8 milioni di ettari. È quanto emerge da una analisi della Coldiretti divulgata in occasione del cinquantesimo anniversario della Giornata mondiale della terra del 22 aprile con l’emergenza Coronavirus che ha fatto emergere la centralità dell’agricoltura per garantire le forniture alimentari alle popolazione.

In Piemonte il consumo di suolo complessivo è di circa 175.000 ettari pari quindi al 6,9% della superficie totale regionale che è di 2.540.000 ettari. In termini assoluti la provincia di Torino, con oltre 59.800 ettari di superficie consumata, è la provincia con il valore più alto, seguita nell’ordine da Cuneo (37.800), Alessandria (26.450), Novara (15.100), Asti (11.507) Vercelli (10.600), Biella (7.400) e in ultima posizione dalla provincia del Verbano Cusio Ossola con circa 6.500 ettari. La provincia di Torino si conferma, quindi, come l’ambito che contribuisce maggiormente al fenomeno di consumo complessivo regionale incidendo per il 34,1% seguita da Cuneo (21,6%), Alessandria (15,1%), Novara (8,6%), Asti (6,6%), Vercelli, (6,1%), Biella (4,3%) e Verbano Cusio Ossola (3,7%). Infine, circa il 70% delle aree consumate insistono su suoli agricoli.

La disponibilità di terra coltivata significa produzione agricola di qualità, sicurezza alimentare e ambientale per i cittadini nei confronti del degrado e del rischio idrogeologico, ancor più in questo momento in cui la pandemia in atto ha fatto emergere il valore strategico del cibo con le forniture alimentari diventate ancora più preziose e richieste – spiegano il Presidente di Coldiretti Piemonte Roberto Moncalvo e il Delegato Confederale Bruno Rivarossa -. l’Italia può contare su una agricoltura che si classifica al primo posto a livello comunitario per numero di imprese e valore aggiunto grazie ai primati produttivi e la nostra regione contribuisce a tale primato con le sue produzioni d’eccellenza: dalle farine al riso, dal vino a molti prodotti ortofrutticoli fino a salumi e formaggi di qualità”.

Solo il 7% delle emissioni di gas serra in Italia arrivano dall’agricoltura, secondo l’analisi Coldiretti sulla base dei dati Ispra dai quali si evidenzia che l’industria con il 44,7% e i trasporti con il 24,5% sono di gran lunga i maggiori responsabili dell’inquinamento da gas ad effetto serra secondo l’analisi dell’Ispra.

Moncalvo e Rivarossa concludono così: “Proprio in questa giornata è importante sottolineare come l’agricoltura italiana sia tra le più sostenibili con 30 milioni di tonnellate di CO2 equivalenti in Italia, contro i 76 milioni di tonnellate della Francia, i 66 milioni di tonnellate della Germania, i 41 milioni del Regno Unito e i 39 milioni della Spagna. Un impegno che ha fatto diventare la nostra agricoltura la più green d’Europa con il Piemonte che annovera 337 bandiere del gusto, 14 Dop, 9 Igp, 18 Docg e 42 Doc  e mantiene il primato della sicurezza alimentare mondiale con il maggior numero di prodotti agroalimentari in regola per residui chimici”.

C.S.

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