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Regione | 27 marzo 2020, 09:18

Marzo e gelo. Sembrano due parole in contrasto eppure è quanto si sta verificando in questi giorni, nella notte soprattutto, in Piemonte e lungo la Penisola. Lo sbalzo termico primaverile ha colpito le campagne dopo un inverno che si è classificato in Ita

A patire sono soprattutto pesche, mele rosse, susine, kiwi, ciliegie ed albicocche

Marzo e gelo. Sembrano due parole in contrasto eppure è quanto si sta verificando in questi giorni, nella notte soprattutto, in Piemonte e lungo la Penisola.  Lo sbalzo termico primaverile ha colpito le campagne dopo un inverno che si è classificato in Ita

Marzo e gelo. Sembrano due parole in contrasto eppure è quanto si sta verificando in questi giorni, nella notte soprattutto, in Piemonte e lungo la Penisola.

Lo sbalzo termico primaverile ha colpito le campagne dopo un inverno che si è classificato in Italia come il secondo più caldo dal 1800 a livello climatologico facendo registrare una temperatura addirittura superiore di 2,03 gradi rispetto alla media di riferimento che ha favorito il risveglio della natura.

Le temperature nella notte sono scese sotto lo zero già intorno alla mezzanotte, con punte di meno 3 gradi verso le prime ore del giorno. Ad essere più colpite le zone non particolarmente vocate alla frutticoltura del cuneese e del torinese, quella dell’alessandrino e del vercellese. Lo sbalzo termico sta mettendo a dura prova pesche, mele rosse, susine, kiwi, ciliegie ed albicocche.

“Per effetto della stratificazione del freddo, i danni sono soprattutto alle parti più basse delle piante e, attualmente, potrebbero essere stimati dal 20 al 30% con situazioni di danni nettamente inferiori là dove gli impianti antibrina sono entrati in funzione - spiegano Roberto Moncalvo, presidente di Coldiretti Piemonte, e Bruno Rivarossa, delegato confederale -. Non appena sarà possibile monitorare più da vicino la situazione, i nostri tecnici potranno essere più precisi sulla quantificazione dei danni. Siamo di fronte alle evidenti conseguenze dei cambiamenti climatici anche in Italia dove l’eccezionalità degli eventi atmosferici è ormai la norma, con una tendenza alla tropicalizzazione che – concludono Moncalvo e Rivarossa – si manifesta con una più elevata frequenza di manifestazioni violente, sfasamenti stagionali, precipitazioni brevi ed intense ed il rapido passaggio dal sole al maltempo, con sbalzi termici significativi che compromettono le coltivazioni nei campi”.

c.s.

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