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Attualità | 12 gennaio 2026, 07:00

Coldiretti Piemonte contro l’accordo Mercosur: “No alla firma senza reciprocità”

Brizzolari e Rivarossa: “Non bastano più controlli in frontiera, servono regole uguali per tutti, trasparenza e difesa del vero Made in Italy”

Coldiretti Piemonte contro l’accordo Mercosur: “No alla firma senza reciprocità”

Coldiretti Piemonte e Filiera Italia ribadiscono la loro netta opposizione alla firma dell’accordo Mercosur in assenza di un principio fondamentale: la piena reciprocità. Una posizione chiara, che chiede che ai produttori dei Paesi che esportano in Europa vengano applicate le stesse regole imposte agli agricoltori europei, su ogni prodotto agricolo e agroalimentare importato.

Secondo Coldiretti, non può esserci spazio per l’ingresso nell’Unione europea di alimenti ottenuti con sostanze e tecniche bandite da anni nei campi e nelle stalle europee, perché considerate pericolose per la salute e l’ambiente.

“Non è sufficiente l’aumento dei controlli in frontiera proposto ieri dalla Commissione europea – affermano Cristina Brizzolari, presidente di Coldiretti Piemonte, e Bruno Rivarossa, delegato confederale – ricordando che oggi i controlli si fermano in media a circa il 3% delle merci in ingresso e che l’aumento del 33% li porterebbe solo al 4%, con evidenti rischi per la tutela della salute dei cittadini consumatori e per il rispetto delle regole di produzione imposte agli agricoltori europei”.

Per Coldiretti Piemonte è quindi necessario prevedere fin da subito controlli al 100% sugli alimenti provenienti dal Mercosur e dalle aree considerate a rischio, per garantire la piena tutela della salute e condizioni di reale reciprocità regolatoria rispetto agli standard europei.

Nel documento viene anche rilanciata la richiesta di riconoscere a Roma, già candidata dal Governo italiano, la sede dell’Autorità doganale europea, ricordando come l’Italia detenga il primato europeo per sicurezza alimentare.

Altro tema centrale è quello della trasparenza. “Serve un deciso passo avanti – sottolineano Brizzolari e Rivarossa – a partire dall’obbligo di etichettatura con indicazione chiara del Paese di origine su tutti i prodotti alimentari, per consentire ai cittadini scelte consapevoli e difendere il vero Made in Italy”. In questo quadro Coldiretti chiede anche l’abolizione della regola sull’origine basata sull’ultima trasformazione, definita “un inganno intollerabile” che consente oggi di far diventare “italiani” prodotti che non lo sono, alterando la concorrenza e confondendo i consumatori.

a.f.

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