/ Notizie dal Piemonte

Notizie dal Piemonte | 25 settembre 2019, 12:00

L'anno in cui venne fotografata la Sindone: lo raccontano gli Amici del Museo con il Centro Internazionale di Studi

Giovedì 26, alla Chiesa del SS. Sudario, prima conferenza autunnale del programma "L'oggetto racconta"

L'anno in cui venne fotografata la Sindone: lo raccontano gli Amici del Museo con il Centro Internazionale di Studi

Riprendono questa settimana le conferenze degli Amici del Museo della Sindone in collaborazione con il Centro Internazionale di Studi di Torino. Il primo appuntamento della nuova stagione è per giovedì 26 settembre, ore 17.30, presso la Chiesa del SS. Sudario, in via San Domenico 28, recentemente riaperta al pubblico dopo il restauro.

Si parlerà dell'avvento della fotografia nel processo di diffusione dell'immagine della Sindone, nel 1898. Prima di allora, infatti, per conoscere le fattezze del Telo ci si affidava unicamente alla mano dell'uomo, attraverso disegni, pitture e stampe. Lo scatto istantaneo ha rivoluzionato questa prospettiva, consentendo di disporre di riproduzioni fedeli, utilizzabili non solo più a fini devozionali ma anche documentaristici e scientifici.

Di questo “salto di qualità” della ricerca sul Telo si parla nella prima conferenza in programma al Museo della Sindone per la stagione autunnale 2019: quella dedicata alle fotografie della Sindone.

L'incontro inaugurale fa parte di un più ampio programma nato dall’alleanza tra gli Amici del Museo e il CISS, “L’oggetto racconta”, con lo scopo di narrare le vicende che stanno dietro ai reperti contenuti nelle sale del Museo, facendoli uscire dalla rigidità delle teche espositive, per restituire a ciascuno il proprio ruolo nella società sabauda.

Nel corso del pomeriggio sarà possibile ammirare eccezionalmente le storiche lastre della Sindone utilizzate dai primi fotografi Secondo Pia e Giuseppe Enrie, reperti che, normalmente, data la loro vulnerabilità, non sono esposti nel museo.

La conferenza sarà condotta dal direttore scientifico del Museo e vicedirettore del CISS, Nello Balossino, insieme con il direttore Gian Maria Zaccone. “La prima fotografia della Sindone – spiega Balossino – ha avuto uno straordinario impatto nel mondo scientifico, perché ha inaspettatamente rivelato che l’impronta si comporta in maniera simile a un negativo fotografico. In pratica essa presenta, rispetto alla realtà, sia l’inversione dei chiari e degli scuri, sia quella spaziale destra/sinistra. Pertanto, nel negativo fotografico si può apprezzare l’immagine dell’Uomo della Sindone con i chiaroscuri reali”.

Tanti gli appuntamenti futuri già in calendario. Il 24 ottobre si parlerà della Chiesa del SS. Sudario, inserita ora nel percorso di visita dopo importanti lavori di ristrutturazione. Il 28 novembre saranno invece protagoniste le cassette che hanno custodito la Sindone: la prima utilizzata nel 1578 per il trasporto del Telo da Chambery a Torino, divenuta nel frattempo centro politico e amministrativo dello Stato dei Savoia; la seconda, nota per averla conservata dalla fine del XVI secolo sino al 1998, all’indomani dell’incendio della Cappella del Guarini. 

Per maggiori informazioni: www.sindone.it

Dal nostro corrispondente a Torino

Ti potrebbero interessare anche:

Prima Pagina|Archivio|Redazione|Invia un Comunicato Stampa|Pubblicità|Scrivi al Direttore