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Regione | 20 febbraio 2020, 14:00

Piemonte: il caldo e la siccità fanno esplodere precocemente le reazioni allergiche ai pollini

Noccioli e cipressi in fiore causano alte concentrazioni polliniche e il moltiplicarsi di fenomeni allergici anticipati rispetto alla stagione

Piemonte: il caldo e la siccità fanno esplodere precocemente le reazioni allergiche ai pollini

Da giorni in Piemonte stiamo godendo di una primavera anticipata: temperature fuori dalla media, decisamente alte per la stagione e assenza di pioggia da quasi due mesi.

A parte le conseguenze per l’agricoltura e per i nostri corsi d’acqua anche quelle per la salute non stanno tardando però a manifestarsi. Se ne saranno accorti sicuramente quanti soffrono di allergie respiratorie, causate dalla precoce fioritura di diverse piante ed aggravate dalla costante presenza di smog. Nonostante ci troviamo ancora a febbraio, sono state rilevate nell’aria preoccupanti concentrazioni di pollini di Betulaceae (ontano), Corylaceae (nocciolo) e Cupressaceae/Taxaceae (cipresso, tasso) presenti in tutta la regione e soprattutto ad Alessandria dove sono comparsi anche i primi granuli di Aceraceae (acero) e concentrazioni medie di Oleaceae (frassino) e medio basse di Salicaceae (pioppo e primi granuli di salice) ed Ulmaceae (olmo), ma con tendenza in aumento.

Non mancano ancora sul territorio piemontese pollini residuali di Gramineae, Compositae (ambrosia) ed  Amaranthaceae (farinaccio residuale) soprattutto nel novarese.

Più confortante la situazione di Torino, dove il vento di questi ultimi giorni ha ripulito l’aria dando a tutti un po’ di sollievo. La stazione di rilevamento cittadina, collocata sul tetto dell'Ospedale Mauriziano, è di proprietà dell'Università che ne gestisce il funzionamento e la produzione del dato del monitoraggio, che, quando disponibile, viene trasmesso all'Arpa per la pubblicazione sul bollettino regionale. 

Tali dati, riferiti alle famiglie ritenute particolarmente significative dal punto di vista allergologico nel periodo considerato, sono stati elaborati dai rilevatori di ARPA Piemonte, che settimanalmente elabora un bollettino dei pollini ripartendoli in quattro classi: assente, bassa, media e alta.

Le piante che in questi giorni stanno dando maggiori problemi sono state: noccioli e cipressi, fioriti in modo decisamente anomalo. Se si analizzano infatti i bollettini relativi ad anni precedenti si nota la quasi totale assenza di pollini in questo periodo se non nella zona di Omegna o almeno non a concentrazioni così elevate.

La situazione è andata sempre peggiorando sino a raggiungere in questi giorni picchi fuori dalla norma e tra l’altro non accenna a migliorare, così come si evince anche dalle previsioni dell’ Associazione Allergologi e Immunologi Territoriali ed Ospedalieri (A.A.I.T.O. ), costituitasi nel 2002. Essa ha istituito, al proprio interno una Sezione di “Aerobiologia, Ecologia e Prevenzione ambientale” che gestisce a sua volta una Rete Italiana di Monitoraggio Atmosferico dei pollini e delle spore fungine.

L’ A.A.I.T.O. mette soprattutto in guardia dalle Cupressaceae/Taxaceae, una specie la cui importanza allergenica è stata rivalutata negli ultimi anni, in seguito ad un incremento dei casi di sensibilizzazione dovuto probabilmente all'aumento del numero di alberi impiantati a scopo di forestazione ed ornamentale. Non si escludono tuttavia anche altri fattori relativi ad un'aumentata aggressività del polline, forse legate all'inquinamento da motori diesel.

dal nostro corrispondente a Torino

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