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Novara | 14 gennaio 2020, 17:45

Una lettera aperta al Presidente della Regione sul gioco d’azzardo patologico

«I dati dell’IRES segnalano gli effetti positivi della legge regionale del 2016: perché pensare ad una retromarcia su questo tema?»

Una lettera aperta al Presidente della Regione sul gioco d’azzardo patologico

La Regione Piemonte si è dotata dal 2016 di una propria legge che limita il gioco d’azzardo tramite le apparecchiature elettroniche, che spesso diventa compulsivo, diventa fonte di problemi economici e degenera in dipendenza; una vera e propria patologia il cui trattamento è stato recentemente inserito nei Lea, Livelli essenziali di assistenza, ovvero erogato in modo gratuito perché ritenuto fondamentale per la salute.

Di recente però, una parte della maggioranza ha proposto una modifica alla legge: gli apparecchi di gestori in possesso di licenza nel 2016, al momento di entrata in vigore della legge, verrebbero esentati dal rispetto delle distanze dai luoghi “sensibili” - scuole, ospedali, bancomat, ecc. – minando uno dei punti fondamentali del provvedimento.

Il presidente dell’Associazione, Roberto Leggero, ha indirizzato al presidente della Regione, Alberto Cirio, la lettera che riproduciamo, inviata per conoscenza all’assessore alla Salute ed a tutti i Consiglieri regionali.

Alla cortese attenzione del Presidente della Regione Piemonte e, per conoscenza - Assessore alla Salute della Regione Piemonte - Consiglieri regionali

Gentile Presidente Cirio,

le scrivo a nome e per conto del Direttivo dell’Associazione La Torre-Mattarella, che partecipa al Comitato "Mettiamoci in gioco" contro le ludopatie di Novara. Da notizie di stampa abbiamo appreso della volontà di alcune forze politiche che sostengono la sua giunta di modificare la Legge Regionale “Norme per la prevenzione e il contrasto alla diffusione del gioco d’azzardo patologico” (n. 9/2016).

La cosa ci ha sorpreso considerando che la legge, nel 2016, venne approvata all’unanimità e, come testimoniato da un recente studio di IRES - Istituto di Ricerche Economiche e Sociali per il Piemonte, ha dato notevoli benefici ai cittadini piemontesi e non ha determinato gli esiti negativi per le attività lavorative che alcuni paventavano.

La legge, senza bandire il gioco d’azzardo, si limitava a disciplinare e a contenere l’aggressività dell’offerta. Le analisi dell’IRES Piemonte hanno stabilito che il gioco d’azzardo è diminuito del 9.7% (mentre in tutta Italia, nello stesso periodo, è cresciuto), e le perdite economiche per i piemontesi sono scese del 17,8%.

Come noto l’IRES Piemonte è un istituto di ricerca che svolge la sua attività d’indagine in campo socio- economico e territoriale, fornendo un supporto all’azione di programmazione della Regione Piemonte e delle altre istituzioni ed enti locali piemontesi. Costituito nel 1958 su iniziativa della Provincia e del Comune di Torino con la partecipazione di altri enti pubblici e privati, l’IRES ha visto successivamente l’adesione di tutte le Province piemontesi; dal 1991 l’Istituto è un ente strumentale della Regione Piemonte.

Perciò, ci chiediamo: se un ente costituito per aiutare il consiglio regionale a decidere attraverso dati scientifici, afferma che una legge ha dato buoni risultati, per quale ragione tale legge deve essere modificata ripristinando la situazione precedente?

Quali sono i dati e gli strumenti scientifici che i Consiglieri hanno utilizzato per costruire la modifica normativa?

Quali sono gli obiettivi della modifica visto che la legge 9/2016, così com’è, ha prodotto dei risultati positivi, smentendo i giusti timori di chi – a fronte dell’importante tema del lavoro – si chiedeva se non potessero venire dei danni ai vari comparti coinvolti?

I Consiglieri regionali forse pensano che i Piemontesi dal 2016 a oggi si siano arricchiti tanto da poter ricominciare a perdere soldi al gioco?

Temiamo che, se le notizie di stampa sono fondate, la Giunta da Lei presieduta stia per commettere un grave errore modificando la legge 9/2016.

Perciò Le chiediamo di fermare la modifica o, in alternativa, di posticiparla di due anni e di sottoporre a nuova verifica il suo funzionamento attraverso le indagini dell’IRES Piemonte.

Sperando in un favorevole accoglimento della presente e augurandole un Buon 2020, rimango in attesa di un cortese cenno di risposta.

Con viva cordialità


C.S.

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