Frutta destinata all'industria pagata appena un centesimo al chilogrammo. È la denuncia lanciata da Coldiretti Piemonte, che parla di quotazioni insostenibili e chiede l'immediata applicazione della normativa contro le pratiche commerciali sleali.
Nei giorni scorsi, davanti ad alcuni centri di raccolta, sono comparsi cartelli che indicano il ritiro della frutta a questo prezzo, una cifra che, secondo l'organizzazione agricola, non copre neppure una minima parte dei costi sostenuti dalle aziende.
«Una quotazione che lede la dignità del lavoro agricolo, mette in difficoltà le famiglie e rischia di compromettere un'intera economia territoriale – afferma Enrico Nada, vicepresidente di Coldiretti Piemonte con delega alla frutticoltura –. Dietro ogni chilo di frutta ci sono mesi di lavoro, investimenti, manodopera e costi sempre più elevati. Attribuire al prodotto un valore pressoché nullo significa umiliare le imprese agricole e costringerle a produrre in perdita».
Coldiretti Piemonte chiede quindi un intervento immediato delle autorità competenti. «Di fronte a prezzi così lontani dai costi reali chiediamo controlli immediati e la rigorosa applicazione del decreto legislativo 198/2021 contro le pratiche commerciali sleali – dichiarano la presidente Cristina Brizzolari e il delegato confederale Bruno Rivarossa –. Difendere il giusto valore della frutta significa tutelare le imprese, l'occupazione e il futuro della frutticoltura piemontese».














