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Ultim'ora | 19 maggio 2026, 12:56

Auto sulla folla a Modena, El Koudri non risponde al gip: "E' giusto che io sia in carcere"

Auto sulla folla a Modena, El Koudri non risponde al gip: "E' giusto che io sia in carcere"

(Adnkronos) -

Salim El Koudri non ha risposto alle domande del gip di Modena durante l’udienza di convalida del fermo dopo la strage avvenuta sabato 16 maggio nel centro della città emiliana, quando con la sua auto ha travolto sette persone lungo la via Emilia. Quattro feriti risultano ancora ricoverati in gravi condizioni. Il 31enne, assistito dall’avvocato Fausto Gianelli, è accusato di strage e lesioni aggravate dall’uso del coltello, contestate dalla Procura di Modena guidata dal procuratore Luca Masini insieme alla pm Monica Bombana. 

Al termine dell’udienza, la Procura ha chiesto la conferma della custodia cautelare in carcere. Il giudice per le indagini preliminari si è riservato la decisione, attesa nelle prossime ore. Nel frattempo El Koudri resta detenuto in isolamento. 

“Mi dispiace davvero che sia finita così”, avrebbe detto il 31enne al suo difensore dopo aver ricostruito nuovamente quanto accaduto nel pomeriggio del 16 maggio. Una frase riferita dall’avvocato Gianelli all’Adnkronos. Successivamente, al termine dell’udienza di convalida, El Koudri avrebbe aggiunto: “È giusto che io sia in carcere”. 

 

Nato a Bergamo da genitori marocchini, laureato e con problemi psichici già certificati, il 31enne viene descritto dal legale come una persona “alterata”, con evidenti segni di dissociazione. “Alterna momenti di lucidità, nei quali ricorda il pin del cellulare e lo comunica alla Procura, a momenti in cui sostiene di sentire voci del diavolo”, ha spiegato Gianelli. 

Secondo il difensore, le condizioni mentali dell’uomo rendono necessario un intervento sanitario immediato in carcere. “Sta un po’ meglio rispetto a ieri, ma è ancora alterato. Ho chiesto che venga seguito da un medico per stabilizzare il quadro clinico. Solo dopo si potrà pensare a un interrogatorio e a una eventuale perizia psichiatrica”, ha aggiunto l’avvocato. 

La scelta di consegnare il codice di sblocco del telefono alla Procura di Modena, consentendo agli investigatori di analizzare contatti e contenuti presenti nel dispositivo, sarebbe legata alla necessità di approfondire il contesto di disagio psichico del 31enne. “L’obiettivo è capire se qualcuno possa essersi approfittato delle sue fragilità mentali”, ha spiegato ancora Gianelli all’Adnkronos. 

La Procura di Modena, che ha fermato il 31enne con l'accusa di strage e lesioni, "non ha contestato l'aggravante del terrorismo, né dell'odio religioso perché su questi aspetti al momento non ci sono elementi", aggiunge il legale. Durante l'udienza di convalida, la Procura ha ricostruito nel dettaglio - consegnando il video, ma anche il tracciato esatto dell'auto ricostruito tramite il gps del telefono - quanto accaduto pochi minuti prima delle 17 lungo la via Emilia quando l'auto è piombata su chi si godeva un pomeriggio di sole in centro. 

 

webinfo@adnkronos.com (Web Info)

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