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Cronaca | 15 aprile 2026, 15:52

Borgomanero, bimbo morto a 7 mesi: arrestati i genitori dopo la fuga in Svizzera

Accusati di maltrattamenti e lesioni, erano fuggiti con la figlia per evitare l’affido

Borgomanero, bimbo morto a 7 mesi: arrestati i genitori dopo la fuga in Svizzera

Si erano trasferiti in Svizzera per sottrarsi alla giustizia italiana, portando con sé la figlia primogenita. Una coppia di giovani genitori di Borgomanero, di 28 e 27 anni, è stata arrestata nei giorni scorsi grazie a un’operazione congiunta dei carabinieri di Novara, dell’Interpol e delle autorità elvetiche. Ora sono in attesa di estradizione in Italia.

Il provvedimento di custodia cautelare in carcere è stato emesso dal giudice per le indagini preliminari del tribunale di Novara nell’ambito di un’inchiesta sulla morte del loro figlio, un neonato di sette mesi deceduto nel novembre 2024.

Secondo gli accertamenti medico-legali, il piccolo sarebbe stato vittima di gravi maltrattamenti. Gli esami hanno evidenziato traumi compatibili con violenze subite nei giorni precedenti al decesso, oltre a un quadro clinico già compromesso da precedenti lesioni. Già alcuni mesi prima, infatti, il bambino era stato ricoverato all’ospedale di Borgomanero con fratture ed ecchimosi ritenute di origine non accidentale.

Agli indagati vengono contestati maltrattamenti in famiglia aggravati e lesioni personali. Gli investigatori ritengono che le violenze subite dal neonato abbiano contribuito in modo determinante alla sua morte.

La coppia è inoltre accusata di aver sottratto la figlia maggiore, di circa quattro anni, per evitare che venisse collocata in una struttura protetta, come disposto dal tribunale per i minorenni. Proprio per questo, nell’estate del 2025, si erano resi irreperibili rifugiandosi all’estero.

Le indagini, supportate anche da intercettazioni, avrebbero evidenziato tentativi di condizionare le testimonianze e ostacolare l’accertamento dei fatti. La misura cautelare è stata confermata anche dal tribunale del Riesame, che ha sottolineato la pericolosità dei due e il concreto rischio di fuga.

Con l’arresto in Svizzera si apre ora la fase dell’estradizione, che porterà i due indagati a rispondere delle accuse davanti alla giustizia italiana.

Redazione

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