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Cultura | 09 marzo 2026, 14:57

Giacomo Giovanetti e la virtù civile: incontro culturale a Novara

Domenica 15 marzo all’Istituto Immacolata Salesiane il terzo appuntamento delle “Domeniche Insieme” con la studiosa Maria Adele Garavaglia dedicato alla figura del protagonista novarese del primo Ottocento.

Nella foto da sinistra: Gabrio Mambrini, Chiarastella Bonetti e Maria Adele Garavaglia

Nella foto da sinistra: Gabrio Mambrini, Chiarastella Bonetti e Maria Adele Garavaglia

Dopo l’incontro inaugurale dal titolo: "La paura e la speranza: riflessioni esistenziali tra filosofia e letteratura", tenuto dalla professoressa Annamaria Balossini e dopo il secondo appuntamento: “Che cosa possiamo sperare? La risposta di Tommaso d'Aquino” con ospite il filosofo Antonio Petagine, docente all'Università degli Studi "Roma Tre" eccoci di nuovo con la terza iniziativa prevista per domenica 15 marzo 2026 alle ore 15,00 presso l'Istituto Immacolata Salesiane di Don Bosco, con sede in via Paolo Gallarati 4 a Novara.

Argomento: "Giacomo Giovanetti: la virtù civile al servizio del bene comune nella Novara del primo Ottocento"
Relatrice: la studiosa novarese Maria Adele Garavaglia, già insegnante con all'attivo una cospicua produzione bibliografica tra testi didattici, narrativa e saggistica.

Il primo Ottocento è un periodo cruciale per l'Italia, caratterizzato da tumultuosi cambiamenti politici e sociali. In questo contesto storico così dinamico, spicca la figura di Giacomo Giovanetti, un uomo che ha saputo incarnare i valori della virtù civile, dedicando la propria vita al bene comune della città di Novara.

Giovanetti, giurista attento al suo tempo, diviene uno degli avvocati più importanti del Piemonte del primo Ottocento ed è considerato da Carlo Alberto il suo più fidato consigliere, sospingendolo sulla via delle riforme concesse nell'ottobre del 1847 ed è tra i primi a credere in una missione italiana del Piemonte. Avvocato, senatore, letterato e storico, egli rimane uno dei protagonisti del Risorgimento con spiccata attenzione ai problemi politici e sociali.

Una delle sue principali preoccupazioni è l'educazione. Egli comprende che il futuro di una comunità dipende dalla formazione dei suoi cittadini, perciò si impegna attivamente nella creazione di scuole e istituzioni educative. È un promotore della diffusione della cultura, convinto che la conoscenza sia un potente strumento di emancipazione. Sotto la sua spinta, Novara inizia a trasformarsi, con la nascita di nuove scuole che non solo insegnano nozioni, ma educano alla cittadinanza e all'impegno sociale. Questo investimento nell'educazione è una manifestazione tangibile della sua virtù civile: un uomo che sa che il bene comune deve partire dalla formazione delle menti e dei cuori.

Parallelamente al suo impegno educativo, Giovanetti si fa portavoce di istanze sociali, lasciando un segno indelebile nella sua città, ma ha anche ispirato generazioni future. Oggi, ricordarlo significa riflettere sull'importanza di una cittadinanza attiva e consapevole. La sua vita dimostra che un singolo individuo può fare la differenza, che l'impegno per il bene pubblico è un valore fondamentale in ogni epoca. La sua eredità è un invito a ciascuno di noi a riscoprire la nostra responsabilità verso la comunità, a farci portatori di cambiamento e a costruire un futuro che onori i principi di giustizia, solidarietà e partecipazione.

In conclusione, Giacomo Giovanetti rappresenta una figura emblematicamente moderna, la cui virtù civile è ancora oggi un faro per tutti coloro che credono nel potere del bene comune. La sua dedizione, la sua passione e il suo impegno per la giustizia rimangono un monito per le nuove generazioni: la vera grandezza risiede nell’abilità di servire gli altri, di lottare per un mondo migliore e di credere con forza nella possibilità di cambiamento. A Novara e oltre, il suo nome continua a ispirare, confermando che la virtù civile rimane un valore imprescindibile nella costruzione di una società giusta e solidale.

Tale iniziativa rientra nel ciclo di eventi in programma per la stagione 2025/2026 denominato "Domeniche Insieme", raccolti sotto il titolo di "Incontri d'Amicizia", in ragione dell’intento fortemente dialogico degli stessi.

Il carnet contempla, anche in questa edizione, pomeriggi di particolare richiamo culturale.

"Il bene e la virtù: il tempo della speranza" è il fil rouge che lega quanto viene affrontato dai singoli relatori, tra cui filosofi, scrittori e studiosi che, mostrando come la letteratura e la filosofia e alcuni particolari personaggi, anche novaresi, abbiano affrontato le sfide del proprio tempo, invitano i partecipanti ad approfondire e a discutere sull'attualità.

Come per il passato, anche l'edizione di questa stagione non vuole essere un'iniziativa circoscritta agli addetti ai lavori, bensì indirizzata ad una platea più ampia e eterogenea, diversificata per età, nella speranza di offrire sinergie intergenerazionali.

Anche domenica 15 marzo ad accompagnare i presenti in questo viaggio umano, memoriale ed educativo, oltre alla professoressa Garavaglia, vi concorreranno, conversando con gli ospiti, Chiarastella Bonetti e Gabrio Mambrini, già ideatori, organizzatori e coordinatori delle due precedenti edizioni. La direttrice dell'Istituto, Suor Giuseppina Teruggi, inaugurerà il pomeriggio, offrendoci il benvenuto.

L'ingresso è gratuito, ma per ragioni organizzative, si chiede di indicare l'eventuale partecipazione scrivendo al seguente indirizzo email:
domenicheinsiemeist.immacolata@gmail.com
oppure a Raffaella Beldì (cell. 340 8636087).

comunicato stampa

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