“Attendendo Godot 2026”, riprendendo il titolo di un celebre romanzo, è il titolo delle iniziative promosse dall’associazione Mimosa Amici del Dh Oncologico di Borgomanero per il 2026 e attuate dai volontari dell’associazione che dedicheranno il loro tempo nei laboratori.
L’associazione Mimosa ha, inoltre, messo a disposizione nella sala d’attesa al secondo piano della palazzina H dell’ospedale di Borgomanero, un’area benessere attrezzata con due cyclette disponibili per fare attività fisica per i pazienti in attesa di chemioterapia, ma anche per il personale della struttura oncologia (che potrà utilizzarle a fine turno), con l’obiettivo di integrare il movimento nella quotidianità degli ambienti di cura. Sempre più studi dimostrano, infatti, come il movimento, adattato alle condizioni cliniche della persona, contribuisca a migliorare la qualità della vita, ridurre la stanchezza legata alle terapie e favorire il benessere psicofisico complessivo. Un gesto semplice, ma dal grande valore: muoversi anche per pochi minuti aiuta a ridurre l’ansia, migliorare la circolazione e trasformare il tempo di attesa in un momento attivo e positivo per la salute. Allo stesso tempo, anche gli operatori sanitari possono trarre beneficio da queste iniziative, contrastando lo stress lavoro-correlato e promuovendo uno stile di vita più sano all’interno del contesto professionale.
“Il tempo d'attesa in ospedale è spesso obbligato dai tempi legati ad avere l'esito degli esami, la preparazione dei cicli di chemioterapia, il tempo di visita e quello delle urgenze. Questo tempo d'attesa può essere riempito in modo da renderlo più piacevole. Da tempo grazie alla associazione abbiamo organizzato la biblioteca, messo a disposizione tv, offerto colazioni presso punto ristoro”, afferma Incoronata Romaniello, direttore della struttura complessa di oncologia e presidente dell’associazione Mimosa. “Dopo aver sperimentato il gradimento della tombola negli scorsi anni proposta sempre prima di Natale e Pasqua, abbiamo deciso di proporre altre attività. Fare esercizio fisico singolarmente o in gruppo oppure dei laboratori permetterà ai pazienti di trascorrere in modo più piacevole l'attesa della terapia...il nostro Godot”.
A sottolineare l’importanza del progetto è il direttore generale Angelo Penna, che dichiara: “L’attività fisica, se correttamente proposta, è parte integrante della cura e rappresenta un investimento sul benessere delle persone, siano esse pazienti o professionisti sanitari. Iniziative come questa dimostrano come sia possibile umanizzare i luoghi di cura e renderli spazi più accoglienti e attenti alla persona nella sua globalità. Un ringraziamento all’associazione Mimosa per la sensibilità e il sostegno concreto dimostrati con progetti che promuovono la salute e il benessere, rafforzando il legame tra territorio, volontariato e sistema sanitario”.













