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Sanità | 10 luglio 2024, 12:00

Testamento biologico: nella provincia di Novara crescono i testamenti depositati

Il Piemonte è la seconda regione italiana: uno ogni 143 abitanti maggiorenni

Testamento biologico: nella provincia di Novara crescono i testamenti depositati

Il Piemonte si posiziona tra le prime regioni in Italia per il numero di testamenti biologici depositati, con una Dat (disposizioni anticipate di trattamento) ogni 143 maggiorenni, affiancando Marche, Trentino-Alto Adige ed Emilia-Romagna, e preceduto solo dall’Abruzzo. Questo dato emerge dall’ultima indagine dell’osservatorio Dat promossa dall’associazione Luca Coscioni, che a livello nazionale ha rilevato un incremento significativo del 52,5% nelle nuove Dat registrate nel 2023 rispetto al 2022 a livello nazionale. Tuttavia, persistono ancora gravi inadempimenti istituzionali a sei anni dall’approvazione della legge.

In assenza della relazione del ministero della salute, prevista per il 30 aprile, l'associazione Luca Coscioni ha avviato un accesso agli atti generalizzato ai comuni italiani per raccogliere dati aggiornati sulle Dat. L'iniziativa mira a fornire aggiornamenti sull'applicazione della legge sul testamento biologico per il 2023.

Complessivamente, 6.097 comuni (77,2% del totale) hanno risposto ad almeno una delle due indagini, con 4.533 enti che hanno fornito aggiornamenti al 31 dicembre 2023. Sono 230.940 le Dat depositate nei 6.097 comuni, ossia una Dat ogni 191 maggiorenni. Di queste, il 90,4% sono state inserite nella Banca Dati Nazionale, mentre il restante 9,6% è ancora in attesa di essere trasferito.

Il Piemonte si distingue con una Dat ogni 143 maggiorenni, affiancando Marche, Trentino-Alto Adige ed Emilia-Romagna, e preceduto solo dall’Abruzzo, che registra una Dat ogni 134 maggiorenni. Questo dato riflette un impegno crescente da parte della popolazione piemontese nel garantire la propria autodeterminazione in ambito sanitario.

A livello provinciale, Novara conta una Dat registrata ogni 153 abitanti maggiorenni.

Marco Cappato e Filomena Gallo, rispettivamente tesoriere e segretario nazionale dell'associazione Luca Coscioni, hanno commentato: "Anche sul testamento biologico siamo costretti a sostituirci allo Stato nel fornire informazioni e servizi alla persona a causa dell'inazione delle istituzioni. È ciò che accade sul tema dell'aiuto medico alla morte volontaria, rispetto al quale, nell'inerzia del Parlamento, sarà la Corte Costituzionale a dover intervenire nei prossimi giorni per chiarire i confini del diritto esistenti. Siamo noi dell'associazione Luca Coscioni a dover aiutare le persone che chiedono di interrompere una condizione di vera e propria tortura”.

“Positivo – commentano - l’aumento del 52% delle nuove Dat depositate nel 2023 rispetto al 2022, un dato che si deve a chi continua a fare iniziativa politica e informazione a livello locale su questo strumento. Ma a livello istituzionale non è mai stata condotta alcuna campagna informativa sul tema, e anche in questo caso, come già accade in tema di morte volontaria medicalmente assistita, tocca a un’associazione sostituirsi allo Stato nel garantire alla popolazione diritti civili fondamentali”.

Da oggi e per una settimana, un'équipe di medici, tra cui il dottor Mario Riccio, rafforzerà il team di volontari del Numero Bianco (06\99313409), rispondendo a tutte le domande dei cittadini sulle Dat. Negli ultimi 12 mesi, il Numero Bianco ha ricevuto 15.559 richieste di informazioni sul fine vita, con una media di 43 richieste al giorno e un aumento del 28% rispetto al 2022.

l.b.

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