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Sanità | 28 luglio 2023, 17:30

L'ammissione di Cirio: “Senza gettonisti chiuderemmo alcuni reparti”

Il presidente e l’assessore hanno però ribadito alla Corte dei Conti: “Si tratta di personale costoso, ne ridurremo progressivamente l’utilizzo”. Triplicate le borse di studio, si attendono gli specializzandi

L'ammissione di Cirio: “Senza gettonisti chiuderemmo alcuni reparti”

I medici gettonisti? Sono un male necessario o dovremmo chiudere reparti e attività”. Davanti alla Corte dei Conti, l’assessore regionale alla Sanità, Luigi Icardi è netto ad ammettere come, allo stato attuale, la sanità piemontese non possa fare a meno dei medici gettonisti. Un pensiero ribadito poco dopo dal presidente della Regione Piemonte, Alberto Cirio.

Non che il ricorso ai medici a chiamata avvenga a cuor leggero, anzi. “Stiamo continuando a ridurre l’utilizzo di questo tipo di personale, che è piuttosto costoso”. Tra le misure messe in campo dalla Regione vi sono senza dubbio le borse di studio: “Le abbiamo triplicate, arrivando a 1.050: non sempre però troviamo specializzandi”, ha affermato Icardi.

La Regione lavora quindi anche per invertire il trend negativo delle liste d’attesa, in una rincorsa che potrebbe avere un’ulteriore sferzata dall’ accordo storico con i sindacati per l’assunzione di 2.000 professionisti tra medici, infermieri e amministrativi.  E non solo. 

Gli effetti del nostro lavoro li vedremo tra 4 o 5 anni”, ha ammesso Cirio, delineando cosi un orizzonte temporale entro cui si potrà fare a meno di questo tipo di medici, gravosi anche per i conti della sanità piemontese. “Il problema è che il gettonista sostituisce l’assunto”, ha spiegato il governatore, riferendosi al fatto che i gettonisti siano svincolati dai vincoli di spesa del personale sanitario, con i direttori delle aziende sanitarie che possono così assumere con maggiore libertà. “Sono una patologia del sistema, ma che al tempo stesso tengono vivo il sistema. Senza i gettonisti chiudiamo reparti in tutta Italia. Il fatto che in medicina si iscrivano 20.000 studenti e non 15.000 è un bel segnale da parte del Governo”, ha concluso il presidente.

Andrea Parisotto

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