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Economia | 01 febbraio 2023, 08:20

Bollette, in Piemonte rincari per quasi 8 miliardi di euro

Nel 2022 il costo di elettricità e gas per famiglie e imprese è stato di 14,703 miliardi

Bollette, in Piemonte rincari per quasi 8 miliardi di euro

“Ora siamo in grado di fare i conti con una precisione quasi millimetrica. Rispetto al 2021, l’anno scorso le famiglie e le imprese italiane hanno subito un aumento dei costi a causa dei rincari delle bollette di luce e gas stimato in 91,5 miliardi di euro”.

Lo ha calcolato l'Ufficio studi della Cgia, precisando che se le spese per l’energia elettrica sono aumentate del 109,5%, provocando in termini monetari un extra costo pari a 58,9 miliardi, quelle del metano sono cresciute addirittura del 126,4%, “alleggerendo” il portafoglio degli italiani di 32,6 miliardi.

La stangata ha colpito più le imprese che le famiglie. Se le prime hanno pagato 61,4 miliardi in più, le seconde, invece, “solo”, si fa per dire, 30 miliardi.

Tra le ripartizioni geografiche del Paese, è il Nord Est l’area più interessata dagli aumenti: rispetto al 2021 la stima degli extra costi per energia elettrica e gas è salita del 118,1%. Seguono il Nord Ovest con il +116,6%, il Centro con il +113,6% e il Mezzogiorno con il +109,9%.

A livello regionale il rincaro più importante ha interessato l’Emilia-Romagna (+119,2 per cento), il Friuli-Venezia Giulia (+119%) e il Trentino-Alto Adige (+118,3%). In termini assoluti, ovviamente, le più penalizzate sono state le regioni più popolate e maggiormente interessate dalla presenza delle attività economiche, come la Lombardia (+20,8 miliardi), l’Emilia- Romagna (+10,2 miliardi) e il Veneto (+10 miliardi di euro).

Per le famiglie e le imprese del Piemonte il costo di elettricità e gas nel 2022è stato di 14,703 miliardi (+7,942 miliardi rispetto all'anno prima), mentre le bollette pagate in Liguria sono state di 3,545 miliardi (+1,878) e di 463 milioni in Valle d'Aosta (+250 milioni). Totale del costo per le tre regioni del Nord Ovest 18,711 miliardi, oltre 10 miliardi più che nel 2011.

Certo, a causa dell’aumento dell’inflazione, anche lo Stato centrale e le sue articolazioni periferiche hanno subito una impennata della spesa. Nel frattempo, però, l’incremento del gettito riscosso è stato molto importante. Rispetto allo stesso periodo del 2021, nei primi 11 mesi dell’anno scorso le entrate tributarie erariali sono aumentate di 44,5 miliardi di euro.

Questo score così positivo è riconducibile a tre fattori: agli effetti del “decreto Rilancio” e del “decreto Agosto” e, in particolar modo, agli incrementi dei prezzi al consumo che hanno spinto all’insù il gettito dell’Iva.

A seguito dei rincari dei prodotti energetici non tutti ci hanno rimesso. Molte aziende energetiche, ad esempio, nel 2022 hanno registrato un aumento dei ricavi spaventoso. Per questa ragione il Governo Draghi ha provveduto a istituire il contributo di solidarietà che doveva consentire alle casse dello Stato di incassare da questa misura complessivamente 10,5 miliardi di euro. Dopo il saldo del 30 novembre scorso, invece, l’erario ha “ricevuto” solo 2,7 miliardi di euro.

Pertanto, tra i 44,5 miliardi di extragettito incassati provvisoriamente in più nei primi 11 mesi del 2022, mancano sicuramente all’appello altri 7,8 miliardi di euro. La Corte dei Conti ha cercato di individuare le ragioni di questo flop, segnalando diverse criticità.

Comunque, tra le misure messe in campo dal governo Draghi e quelle previste nel decreto Aiuti quater approvato dall’esecutivo guidato dalla Meloni, famiglie e imprese italiane hanno ricevuto nel 2022 aiuti attorno ai 70 miliardi di euro contro il caro bollette. Pertanto, in linea puramente teorica, il maggiore aumento in capo a famiglie e imprese è stato di circa 20 miliardi. Un importo puramente teorico, perché le imprese hanno utilizzato solo la metà degli aiuti messi a disposizione.

Ancorchè i dati siano provvisori e aggiornati al 22 novembre scorso, i bonus per le bollette di elettricità e gas rivolti alle imprese sono stati utilizzati in compensazione solo per metà dell’importo messo complessivamente a disposizione. Certo, mancano ancora da conteggiare i pagamenti avvenuti con la scadenza del 30 novembre e quelle previste a metà dicembre, tuttavia pare di capire che molte imprese, soprattutto quelle di piccola e micro dimensione, abbiano registrato grosse difficoltà nell’applicare la misura introdotta l’anno scorso.

Non sono pochi, infatti, i piccolissimi imprenditori ad aver desistito dal redigere il calcolo della base imponibile su cui definire successivamente lo sconto fiscale. Operazione, quest’ultima, molto complessa che è stata effettuata direttamente dai gestori solo in pochissimi casi.

Se nel 2022 il prezzo dell’energia elettrica è più che raddoppiato (+142%), passando da 125 (media 2021) a 303 euro per MWh (media 2022), quello del gas, invece, è rincarato addirittura del 167%, salendo da 46 euro (media 2021) a 123 euro (media 2022).

Il peggio, comunque, sembra essere ormai alle nostre spalle. Nei primi 26 giorni del 2023 la media del prezzo dell’energia è scesa a 176 euro e quello del gas a 68 euro. Importi, quest’ultimi, comunque superiori rispettivamente del 190 e del 240% se comparati con quelli di inizio 2021.



Redazione EnordOvest

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