“La Pdl 125, poi diventata legge regionale 7 del 2022, è sicuramente un provvedimento molto innovativo, perché per la prima volta interviene in modo forte sul recupero del patrimonio esistente con l’obiettivo di disincentivare nuove edificazioni e di restituire suolo permeabile alla natura. Forse non è stata sufficientemente compresa, e allora ben venga la Corte Costituzionale che potrà una volta per tutte stabilire i perimetri della materia urbanistica regionale rispetto a quella nazionale. Noi siamo comunque certi della bontà del lavoro fatto e che le nostre controdeduzioni verranno accolte. Tanto che la nostra legge potrà essere presa ad esempio e fatta propria dal prossimo governo, così da riqualificare l’immenso patrimonio edilizio italiano a favore della natura e non del cemento”, hanno replicato in una nota i leghisti Valter Marin e Alberto Preioni.
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