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Politica | 05 maggio 2022, 19:51

Condanna a morte Djalali, la richiesta dei Radicali: "Cirio contatti l'ambasciata iraniana per scongiurare il rischio"

Chiesto un impegno diretto del Presidente della Regione

Condanna a morte Djalali, la richiesta dei Radicali: "Cirio contatti l'ambasciata iraniana per scongiurare il rischio"

I Radicali seguono dall'inizio la vicenda drammatica di Ahmadreza Djalali, ricercatore presso il Centro di medicina dei disastri dell'Università del Piemonte orientale che potrebbe essere giustiziato in Iran nei prossimi giorni. Djalali è stato arrestato con l'accusa di spionaggio nel 2016 e condannato a morte nel 2017.

Dichiarazione di Igor Boni (Presidente di Radicali Italiani) e dei Coordinatori dell'Associazione radicale Adelaide Aglietta: Patrizia De Grazia, Andrea Turi e Daniele Degiorgis: "Torna l'incubo della esecuzione di Djalali. Un incubo che il regime iraniano mette sul tavolo per alzare il prezzo di una trattativa sotto traccia che mira a liberare propri cittadini condannati in Europa. Una trattativa inaccettabile, fatta letteralmente sulla pelle del ricercatore iraniano, che da 6 anni è recluso nelle carceri dell'Iran con la ridicola accusa di spionaggio".

"Il Presidente Alberto Cirio, la regione dove Djalali ha lavorato e dato il proprio contributo di ricercatore, contatti in via ufficiale l'ambasciata iraniana di Roma e il nostro Ministero degli Esteri per fare la massima pressione istituzionale e diplomatica possibile nei confronti dell'Iran. Il Consiglio regionale, nella prossima seduta, approvi un nuovo documento che stigmatizzi l'azione inaccettabile e inumana messa in atto dal regime iraniano", conclude la nota dei Radicali.

C.S.

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