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Scuola e formazione | 12 aprile 2022, 08:20

Con più di 3 milioni, la Regione rifinanzia la misura per l'ampliamento degli orari dei nidi comunali

Destinatari del contributo sono i Comuni, in forma singola o associata, titolari di servizi educativi per la prima infanzia (rivolti a bambini dai 3 ai 36 mesi di età) come nidi, micro-nidi e sezioni primavera

Con più di 3 milioni, la Regione rifinanzia la misura per l'ampliamento degli orari dei nidi comunali

Più di 3 milioni di euro a sostegno delle famiglie grazie al rifinanziamento della misura, che porta la firma dell'assessore Elena Chiorino, per l 'ampliamento degli orari degli asili nido comunali senza aumento di tariffa. La misura regionale, fortemente voluta dall'assessore all'istruzione, si rinnova tutelando anche il mantenimento dei servizi sui territori e l'incentivazione all'occupazione femminile. Lo scorso anno scolastico, seppure ancora in piena pandemia, sono ben stati 61 su 200 i Comuni (titolari di servizi educativi): quest’anno l’assessorato rifinanzia la misura con altri 3,5 milioni.

Il tema della denatalità è completamente sotto traccia in Italia: ritengo, invece che sia un problema che il Governo dovrebbe porre tra i primi punti dell'agenda politica. Non meno importanza ha il dato dell’occupazione femminile rispetto al quale continuano a mancare azioni di sostegno concreto che oggi si esauriscono nelle disquisizioni sugli appellativi al femminile delle varie professioni. Con questa misura attiviamo politiche di sostegno alla famiglia e all’occupazione femminile. Ampliare gli orari degli asili (a parità di tariffa) significa infatti supportare la conciliazione tra vita familiare e lavorativa delle donne,ma anche sostenere i sindaci che decidono di mantenere sui territori -nonostante costi e difficoltà - i servizi educativi. Ci accomuna quindi la convinzione di quanto siano non solo strategici, ma addirittura indispensabili nel sostenere la scelta di mettere al mondo un figlio senza costringere la donna a rinunciare alla possibilità di essere sia mamma sia lavoratrice. E si ottiene un ulteriore risultato ovvero l’incremento dell’occupazione femminile perché se e’ vero che con l’ampliamento dell’orario serve un maggior numero di educatrici, e’ altrettanto vero che queste sono donne. Spiace constatare - sottolinea Chiorino - che la città di Torino non condivida la visione strategica della misura anche se fotografo con soddisfazione che sono stati numerosi i comuni sul territorio che hanno deciso di lavorare ad implementare gli orari di apertura dei loro asili".

Destinatari del contributo sono i Comuni, in forma singola o associata, titolari di servizi educativi per la prima infanzia (rivolti a bambini dai 3 ai 36 mesi di età) come nidi, micro-nidi e sezioni primavera. L’ampliamento dell’orario, che dovrà essere attivato per l’anno educativo 2022-2023 dal lunedì al venerdì e/o il sabato mattina, dovrà essere aggiuntivo rispetto all’orario standard garantito. La novità introdotta nell’edizione di quest’anno è che potranno usufruire della misura bambini iscritti a una attività di frequenza supplementare rispetto all’orario standard garantito, anche in servizi educativi a titolarità comunale differenti rispetto a quello dove si svolge il prolugamento orario.

In Piemonte, al 30 giugno 2021, erano 84.111 i bambini di età compresa tra 0 e 2 anni. I 26.879 posti complessivi (pubblici e privati) nei servizi per l’infanzia sono prossimi agli standard europei (33%). Considerando la quota di bambini entro i 3 anni che frequenta la scuola per l’infanzia in anticipo, l’indice raccomandato dalla Ue è superato (34,78%).

C.S.

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