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Attualità | 22 gennaio 2022, 11:16

Mons. Brambilla celebra San Gaudenzio: “Ritrovare i giovani dopo la pandemia”

Il vescovo ha concluso il suo intervento facendo riferimento alla figura di Carolina Picchio, l’adolescente novarese morta suicida alcuni anni fa dopo aver subito pesanti episodi di cyberbullismo

Mons. Brambilla celebra San Gaudenzio: “Ritrovare i giovani dopo la pandemia”

Un grande “patto educativo” per provare a “ritrovare tanti ragazzi, adolescenti e giovani, dopo questi due anni di pandemia”. E’ la proposta lanciata questa mattina dal vescovo di Novara, monsignor Franco Giulio Brambilla, presidente della Commissione episcopale per la dottrina della fede, l'annuncio e la catechesi., nell’omelia per la festa del patrono della città e della diocesi, San Gaudenzio, che si celebra oggi. Una festa da sempre fortemente caratterizzata da una spiccata dimensione “civile”, che anche quest’anno, a causa del perdurare dell’emergenza sanitaria ha subito una forte riduzione degli appuntamenti e che si è svolta nella basilica dedicata al Santo con la tradizionale presenza delle autorità, ma con una partecipazione “a numero chiuso” dei fedeli.

Un discorso, quello del vescovo Brambilla (che proprio oggi ricorda i 10 anni del suo insediamento a Novara) interamente dedicato ai rischi sociali dell’emergenza sanitaria, in particolare sulle giovani generazioni. Prendendo spunto dalla pagina del Vangelo di Luca che racconta l’episodio del “ritrovamento” di Gesù nel tempio, Brambilla da descritto lq condizione dei giovani travolti dalla crisi del Covid. “Molti – ha detto - sembrano smarriti, altri portano dentro di sé tanta paura e taluni persino l’angoscia per la malattia, la morte dei loro cari, amici, genitori, nonni. Altri ancora sembrano dispersi, quasi intimoriti ad affrontare un tempo che chiede ancora resilienza”. Ragazzi e giovani che “si sentono come defraudati di un tempo che doveva essere per loro propizio: per essi è stata un’età negata, un tempo perduto”. Monsignor Brambilla ha rivolto un invito forte agli adulti: “Ognuno di noi vada alla ricerca del loro smarrimento, dedichi risorse ed energie a rintracciarli, non li lasci nascondere nelle pieghe del paese o della città. Essi ci dicono: non lasciateci soli, non abbandonateci alla deriva, dateci meno cose e più tempo, ascoltateci!”

Il vescovo ha concluso il suo intervento facendo riferimento alla figura di Carolina Picchio, l’adolescente novarese morta suicida alcuni anni fa dopo aver subito pesanti episodi di cyberbullismo, alla quale è oggi dedicata una fondazione che si occupa dell’educazione al buon uso degli strumenti digitali. Brambilla ha concluso con un auspicio ed un invito: “il cuore della rinascita – ha detto - non potrà essere che un tempo formidabile da dedicare all’educazione delle nuove generazioni”.

ECV

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