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Territorio | 10 gennaio 2022, 08:20

Peste suina in Piemonte: “Un commissario straordinario per la fauna selvatica”

La richiesta arriva dalla Cia Agricoltori Italiani del Piemonte. Gli animalisti chiedono di abolire la caccia

Peste suina in Piemonte: “Un commissario straordinario per la fauna selvatica”

La Giunta della Cia Piemonte, convocata in forma urgente visto il ritrovamento di un cinghiale morto a causa della peste suina africana, ripropone ancora una volta con forza il tema del controllo della proliferazione della fauna selvatica sul nostro territorio.

Oltre ai gravi danni alle colture - dichiara il presidente di Cia Piemonte, Gabriele Carenini -, oggi abbiamo a che fare con un ulteriore elemento di preoccupazione. E’ assolutamente necessario verificare immediatamente se si tratti di un caso isolato, come ci auguriamo, e che le autorità pubbliche svolgano gli adeguati controlli. Occorre agire immediatamente nella verifica della situazione sanitaria della fauna selvatica nell’area interessata dal ritrovamento e al contempo evitare contraccolpi negativi al settore zootecnico già in difficoltà”.

Controlli sanitari mirati sulla fauna selvatica, azioni incisive sul contenimento, blocco del commercio della carne di cinghiale priva di tracciabilità sono i primi interventi da mettere in campo immediatamente, secondo Cia.

Serve, però, anche chiarire  - sottolinea Carenini - che la peste suina africana non si trasmette all’uomo e che la filiera della carne dei nostri allevamenti ha un elevatissimo grado di sicurezza dovuto ai controlli e ai sistemi di tracciabilità in vigore”.

L’attenzione delle istituzioni - prosegue Carenini -, oltre alle necessarie verifiche sanitarie, deve essere rivolta a risolvere una volta per tutte il grave problema della diffusione da tempo fuori controllo della fauna selvatica. Non si tratta solo di cinghiali, ma anche di caprioli, daini, lupi. I nostri territori sono continuamente devastati e le nostre coltivazioni distrutte. Non passa giorno che non ci siano attacchi di lupi ai nostri allevamenti. Non bisogna poi dimenticare le gravi, talvolta drammatiche, conseguenze degli incidenti stradali dovuti agli animali selvatici”.

La Cia, già da tempo, ha chiesto l’istituzione di un commissario straordinario che affronti questa emergenza che è di carattere nazionale - conclude il presidente di Cia Piemonte - e la ripropone oggi a fronte di questo nuovo rischio. Servono strumenti straordinari, se necessario anche legislativi, adeguati ad affrontare la situazione”.

Walter Caporale, Presidente Animalisti Italiani, invece afferma: “La notizia è esplosiva, è la prima volta che nell’arco di poche ore viene vietata la caccia in 78 Comuni. Chiediamo al Premier Draghi e al Ministro Speranza di evitare il rischio di una nuova pandemia umana che potrebbe provocare migliaia di morti tra uomini, donne e bambini, poiché il virus penetra nella carne di maiale, anche surgelato. È tempo di evolversi abolendo la caccia, sia per un fattore etico legato al rispetto degli animali che per un fattore di sicurezza alimentare. Aboliamo questa tradizione insanguinata, come abbiamo avuto il coraggio di abolire la schiavitù, la caccia alla volpe a cavallo, le torture, la pena di morte, il delitto d’onore che fino a 20 anni fa era pratica diffusa nel sud Italia. Chiediamo a tutte le istituzioni di moltiplicare gli sforzi per sviluppare e concretizzare una nuova visione nelle scelte di vita quotidiane e alimentari che agevoli il passaggio ad uno stile cruelty-free, vegetariano o vegano, più etico e soprattutto più sano per l’intera salute della popolazione mondiale”.

Comunicato Stampa

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