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Territorio | 02 gennaio 2022, 16:00

Unesco, il tartufo è patrimonio dell'umanità

Dalle Langhe al Monferrato e dall’astigiano all’alessandrino: il tartufo in Piemonte è radicato nella tradizione dei territori boschivi

Unesco, il tartufo è patrimonio dell'umanità

La “Cerca e cavatura del tartufo in Italia: conoscenze e pratiche tradizionali” entra nel patrimonio culturale immateriale dell’umanità tutelato dall’Unesco. Lo aveva annunciato nelle scorse settimane Coldiretti nel corso dell’Assemblea nazionale nel comunicare la decisione adottata dalla sedicesima sessione del Comitato intergovernativo Unesco riunito a Parigi.

Il tartufo in Piemonte è radicato nella tradizione, è particolarmente sensibile all’inquinamento, ai cambiamenti climatici e cresce soltanto in condizioni ambientali molto specifiche. Una cosa che hanno in comune la maggior parte dei tartufi è la capacità di svilupparsi in terreni ricchi di carbonati di calcio, umidi  ma ben drenati e senza ristagni e ben areati. Queste condizioni si possono trovare specialmente in alcune zone del Piemonte, le più famose per la raccolta dei tartufi: la zona del Monferrato, il Roero, le Langhe, le colline comprese tra la zona est della provincia di Cuneo, a sud di Asti e a sudovest di Alessandria. In Piemonte si raccolgono tutti i tipi di tartufo, in diversi periodi dell’anno, ma ciò che ha reso così famosa questa terra è sicuramente la massiccia presenza del tartufo più pregiato in assoluto: il tartufo bianco pregiato, detto appunto anche bianco d’Alba.

“L’ingresso del tartufo tra i patrimoni dell’umanità – evidenziano Roberto Moncalvo presidente di Coldiretti Piemonte e Bruno Rivarossa Delegato Confederale - è un passo importante per difendere un sistema segnato da uno speciale rapporto con la natura in un rito ricco di aspetti antropologici e culturali. Una tradizione determinante per molte aree rurali del nostro Piemonte anche dal punto di vista turistico e gastronomico, non possiamo dimenticare, infatti, i famosi tajarin al burro con il tartufo. La nostra regione, infatti, è fortemente battuta dai ricercatori e ha una tradizione storica in questa attività che svolge una funzione economica a sostegno delle aree interne boschive dove rappresenta una importante integrazione di reddito per le comunità locali, con effetti positivi sugli afflussi turistici come dimostrano le numerose occasioni di festeggiamento organizzate in suo onore, in primis la Fiera Internazionale del Tartufo Bianco d’Alba”.

(Foto social Coldiretti)

C.S.

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