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Politica | 24 novembre 2021, 18:30

Rossi e Sarno (Pd): "Abbiamo dovuto suonare la sveglia per evitare che la Regione lasciasse i Comuni senza fondi per il riutilizzo beni confiscati"

Oggi in Consiglio regionale l'assessore Gabusi ha annunciato la pubblicazione del bando entro fine anno

Rossi e Sarno (Pd): "Abbiamo dovuto suonare la sveglia per evitare che la Regione lasciasse i Comuni senza fondi per il riutilizzo beni confiscati"

“E’ inammissibile che negli ultimi tre anni Regione Piemonte non abbia emanato il bando a sostegno dei Comuni per il riutilizzo dei beni confiscati alle mafie e che solo un nostro intervento abbia risvegliato la Giunta dal suo torpore su un tema che dovrebbe essere, invece, prioritario”. Lo denunciano i Consiglieri Regionali Domenico Rossi e Diego Sarno, a seguito dell’interrogazione che quest’ultimo ha presentato oggi in Consiglio Regionale, accogliendo con sollievo le rassicurazioni dell’assessore Gabusi che ha annunciato la pubblicazione del bando entro fine anno.

Con l’insediamento della nuova Giunta si era interrotto, infatti, il meccanismo di sostegno regionale, avviato nel 2018 dalla Giunta Chiamparino, nei confronti delle amministrazioni locali. ”Su questi temi non possiamo permetterci di abbassare la guardia né di sottovalutare un fenomeno molto presente anche nella nostra Regione. Sappiamo che la lotta alle mafie si porta avanti non solo con la repressione, ma necessita di azioni sociali e culturali che devono vedere le istituzioni in prima linea. E il riutilizzo sociale dei beni confiscati rappresenta una delle partite più importanti” dichiarano i consiglieri Dem.

“Gran parte dei beni confiscati sono attività commerciali, appartamenti, ville che necessitano di interventi consistenti per la ristrutturazione e la messa a norma prima dell’assegnazione per scopi sociali” spiegano i consiglieri Dem sottolineando che “è, inoltre, pratica diffusa da parte del detentore del bene di vandalizzare o comunque rendere il bene inagibile prima della confisca in modo da renderlo inutilizzabile senza un consistente investimento da parte dell’ente pubblico che decide di acquisirlo”. Insomma, i Comuni, soprattutto quelli più piccoli, se lasciati soli non hanno alcuna possibilità di acquisire e riqualificare il bene come nel caso del Comune di Courgné in riferimento alla villa del boss ‘ndranghetista Iaria.

“L’anno scorso avevamo già denunciato la mancata pubblicazione del bando. Eravamo riusciti ad ottenere il recupero delle risorse e la promessa relativa al 2021 con l’approvazione di un emendamento al bilancio di previsione che innalzava la cifra disponibile per queste iniziative a 300mila euro proprio con l’obiettivo di recuperare le annualità in cui il bando non è stato pubblicato. Queste risorse sarebbero andate perdute se non avessimo richiamato l’attenzione dell’amministrazione” commentano Rossi e Sarno.

“Ora vigileremo affinché la promessa raccolta oggi sia mantenuta e il bando venga pubblicato entro la fine dell’anno. E’ fondamentale, infatti, non lasciare soli i comuni e fare in modo che questi immobili, una volta confiscati, siano davvero restituiti alla collettività rappresentando una testimonianza di legalità, giustizia e riscatto civile. Non solo, i beni riutilizzati socialmente assumono un alto valore simbolico e pedagogico, testimonianza di uno stato credibile, capace di riappropriarsi di quanto le mafie hanno sottratto ai cittadini attraverso attività criminali e di restituire alla collettività valore attraverso creazione di lavoro, impresa o attività di sostegno alle fasce deboli” concludono i consiglieri Dem.

C.S.

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