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Sport | 03 settembre 2021, 16:10

Presentato questa mattina il Novara F.C.

Società rinata dopo l’esclusione dalla Lega Pro per varie irregolarità commesse della dirigenza del ‘vecchio’ Novara Calcio 1908

Presentato questa mattina il Novara F.C.

Se il calcio conserva ancora un briciolo di magia, un’oncia di illusione fanciullesca, queste sono ben riassunte nella commozione di Massimo Ferranti, nuovo patron del Novara F.C., società rinata dopo l’esclusione dalla Lega Pro per varie irregolarità commesse della dirigenza del ‘vecchio’ Novara Calcio 1908, e che è stata presentata questa mattina ad una platea affollatissima di giornalisti oltre che di tifosi e di rappresentanti a vario titolo delle realtà cittadine.

Non può esserci che la magia del calcio dietro la decisione di un ingegnere di 72 anni romano di origine e milanese d’adozione, proprietario di una azienda leader nella creazione di software per il gioco on line,  di buttarsi in un'avventura ai limiti dell'improbabile: provare a ripartire raccogliendo i cocci di 113 anni di storia calcistica quella che è stata una piazza gloriosa, fin dall’inizio del ‘900, i tempi in cui gli azzurri del Novara con i bianchi della Pro, i nerostellati del Casale e i grigi dell'Alessandria dettavano legge dell'arte pedatoria nazionale. Dal “quadrilatero piemontese” a oggi molta acqua è passata sotto i ponti. Acqua frizzante di bollicine, come quando 10 anni fa il Novara dopo 55 anni tornò in serie A: un'avventura breve, durata solo lo spazio di un anno, ma con qualche gemma da ricordare, come la doppia vittoria (andata e ritorno) contro l'Inter. Ma anche acqua ferma e stagnante, come quella degli ultimi anni, con l’inesorabile discesa agli inferi, fino all’ingloriosa cancellazione dal calcio professionistico.

Ferranti lo confessa senza troppi timori: “fino a pochi mesi fa non conoscevo minimamente questa città. Ma ora potrei addirittura venirci a vivere…”  
Il Novara Fc di  Ferranti (direttore generale Valter Arino, direttore sportivo Giuseppe Di Bari, responsabile del settore giovanile Massimo Venturini “vecchia gloria” del Novara, e allenatore Marco Marchionni – oggi peraltro ancora assente) riparte dalla Serie D.

Un destino che la accomuna a tante nobili decadute del campionato italiano  “Sono qui – dice il presidente -  soprattutto perché sono un grande appassionato di calcio, ho fatto tante cose nella mia vita e ora voglio provare emozioni nuove”. Parole d’ordine: discontinuità con il passato, soprattutto con quello più recente, e attenzione alla dimensione sociale e territoriale di una società di calcio. Per questo, addirittura in anticipo rispetto all'allestimento della Prima Squadra, il Novara di Ferranti ha già messo insieme due formazioni giovanili (juniores e under 15), due femminili (eccellenza e under 12) e sta lavorando al settore del calcio paralimpico.

“Il Novara calcio non è morto”, proclama il sindaco uscente Alessandro Canelli, che ha avuto un ruolo non secondario nell’avvio del nuovo corso. Per ora la squadra giocherà e si allenerà sul terreno dello stadio Piola. Il lussuoso centro sportivo Novarello, costruito alle porte della città dalla vecchia proprietà è una di quelle reliquie del passato che Ferranti vuole far dimenticare.

ECV

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