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Cronaca | 09 luglio 2021, 12:19

Frode fiscale nel settore della logistica: 3 arresti e 20 indagati e 30 milioni sottratti al fisco

Operazione della Guardia di Finanza coordinata dalla Procura di Vercelli

Frode fiscale nel settore della logistica: 3 arresti e 20 indagati e 30 milioni sottratti al fisco

Tre arresti, uno in carcere e due ai domiciliari, e 20 persone indagate e destinatarie di sequestri preventivi di beni.

E l'esito di un'operazione attraverso la quale la Guardia di Finanza del Comando provinciale di Vercelli, ha portato alla luce un'associazione per delinquere finalizzata alla frode e alla commissione di reati fiscali per complessivi 30 milioni di euro.

L'indagine, partita sei mesi fa nell'ambito dei controlli che la Guardia di Finanza svolge quotidianamente sulle operazioni contabili e fiscali, coinvolge i territori di Vercelli, Novara e Biella: a capo dell'organizzazione che operava a diversi livelli, attraverso oltre cinquanta società con sedi in zona ma operanti su tutto il territorio nazionale, un unico soggetto (del quale non sono state fornite né generalità, né indicazioni relative a eventuali precedenti). 

Le indagini, dirette dalla Procura della Repubblica di Vercelli nella persona del sostituto procuratore Rosamaria Iera e condotte dai finanzieri del Nucleo Polizia Economico-Finanziaria di Vercelli, hanno permesso di ricostruire un articolato sistema di frode attuato con il ricorso a indebite compensazioni di crediti inesistenti e la costituzione di circa 50 società “apri e chiudi”, mediante le quali venivano sistematicamente evase le imposte e i contributi previdenziali e assistenziali, realizzando un vero e proprio modello evasivo a discapito dei lavoratori appartenenti alla filiera della logistica, permettendo al sodalizio criminale di stipulare vantaggiosi appalti con importanti piattaforme logistiche italiane e internazionali, sollevandole da qualsiasi forma di responsabilità solidale mediante l’esibizione di modelli F24 e DURC artefatti, attestanti la regolarità fiscale e contributiva.

Attraverso i poteri e gli strumenti di polizia valutaria, giudiziaria ed economico-finanziaria, quali ad esempio l’approfondimento delle segnalazioni di operazioni sospette, le indagini finanziarie e le intercettazioni, è stato accertato che gli illeciti profitti venivano convogliati su società di consulenza, costituenti meri schermi interposti riconducibili all’associazione, per poi confluire nella sfera economica dei principali artefici del disegno criminoso, anche attraverso società all’estero. In particolare, il dominus dell’associazione, per timore di dover affrontare le conseguenze dell’attività illecita, stava progettando di costituire una società in Montenegro al fine di stabilirvi la residenza fiscale.

Nella giornata di giovedì sono scattate le misure cautelari emesse dal gip del Tribunale di Vercelli, Valeria Rey: la Guardia di Finanza di Vercelli, con un dispiegamento di forze che ha visto coinvolti 40 militari, ha eseguito i sequestri preventivi e le misure cautelari personali della custodia in carcere e degli arresti domiciliari nei confronti dei tre indagati principali, posti al vertice dell’associazione per delinquere finalizzata alla commissione di frodi fiscali attraverso indebite compensazioni di crediti inesistenti, che ha portato all’evasione di circa 30 milioni di euro. Nei prossimi giorni sono previsti gli interrogatori di garanzia dei tre arrestati, sui quali, appunto, vige al momento il massimo riserbo.

«L’operazione Karma - spiega il Procuratore Capo, Pier Luigi Pianta - conferma l’azione che la Guardia di Finanza svolge quotidianamente a contrasto dei reati economico-finanziari, quali le frodi fiscali e il reimpiego di capitali di origine illecita, le cui condotte sottraggono risorse alla collettività oltre che al bilancio dello Stato, inquinando il tessuto economico-produttivo, alterando la concorrenza del mercato».

Di particolare rilievo, come sottolinea il titolare del fascicolo, Rosa Maria Iera, è «l'articolazione dell'associazione a delinquere: tutti i soggetti avevano una consapevolezza del ruolo svolto all'interno del sodalizio criminale. A dimostrazione di questo due elementi esemplificativi: l'utilizzo di utenze telefoniche dedicate e di un linguaggio in codice che siamo riusciti poi a decifrare nel corso dell'indagine». 

«Il servizio svolto dimostra la costante attenzione della Guardia di Finanza nella prevenzione e repressione dell’evasione fiscale e nel contrasto delle più articolate frodi erariali, con l’obiettivo di contribuire alle prospettive di ripresa e rilancio dell’economia del Paese - aggiunge il comandante della Guardia di Finanza, capitano Riccardo D'Uva -. Un'attenzione ulteriormente intensificata in questo delicato momento storico, in cui tutto il nostro Paese sta lavorando per uscire dalla crisi causata da una pandemia che non ha avuto precedenti nella storia recente».

Redazione Vercelli

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