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Cronaca | 24 maggio 2021, 15:52

L'addio della figlia Angelica al papà Vittorio: "Un giorno ci riabbracceremo. Ora potete sorridere assieme nella luce più splendente"

''Ironia della sorte ero sul versante opposto della montagna con la mia famiglia, voi avete pensato di andare a farvi un bel giro in funivia nel primo giorno di sole e libertà. Invece le nostre strade si sono divise per sempre"

L'addio della figlia Angelica al papà Vittorio: "Un giorno ci riabbracceremo. Ora potete sorridere assieme nella luce più splendente"

«Papà, ironia della sorte oggi io ero sul versante opposto della montagna con la mia famiglia, voi avete pensato di andare finalmente a farvi un bel giro in funivia nel primo giorno di sole e libertà e invece le nostre strade si sono divise per sempre»: inizia così la struggente lettera d'addio di Angelica Zorloni al papà Vittorio, l'uomo di Vedano Olona vittima a 54 anni insieme alla compagna Elisabetta (38 anni) e al piccolo Mattia, nato nel 2015, della strage del Mottarone.

«So che da lassù adesso faremo finalmente pace perché, semplicemente, in questa vita non eravamo destinati a riuscire a parlarci in modo giusto - prosegue Angelica - Adesso so che capirai ancora meglio che le nostre continue incazzature reciproche derivavano soltanto da tutte le incomprensioni e l'amore che non riuscivamo mai ad incanalare nel modo giusto». 

«Ma comunque papà - aggiunge Angelica - ti ho amato tanto e per questo mi facevi così arrabbiare e so che anche tu mi hai amata tanto. Anche se non leggerai mai queste parole c'è una cosa più grande e potente che ci legherà in eterno.  E so, papà, che non è stato in questa vita, ma sarà nella prossima in cui sistemeremo tutto e ci riabbracceremo». 

Poi, con alcune parole che strozzano le lacrime in gola, Angelica si rivolge a quel bambino che non c'è più: «E tu, piccolo Mattia, oggi diventi un angelo meraviglioso e tanto prezioso accompagnato dalla tua mamma. Vi porto nel cuore come solo le cose belle si possono portare». «Alla prossima vita - la conclusione - che adesso possiate ridere tutti e tre di nuovo insieme nella luce più splendente di tutte».

Redazione Varese

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