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Sanità | 21 febbraio 2021, 09:40

Nursing Up: “Graduatoria assunzioni infermieri a 36 mesi ancora bloccata in certe aziende piemontesi”

Il segretario Delli Carri: “La Regione deve fare chiarezza e ordine nelle assunzioni anche dei vaccinatori

Nursing Up: “Graduatoria assunzioni infermieri a 36 mesi ancora bloccata in certe aziende piemontesi”

“È necessario, anzi impellente, mettere ordine nelle assunzioni degli infermieri in Piemonte uniformando lo scorrimento delle graduatorie di coloro che hanno partecipato al bando per l’assunzione a 36 mesi. Ciò, perché molte aziende del Piemonte, purtroppo, fanno riferimento a bandi vecchi e non a quello con assunzioni a 36 mesi appena svolto, bloccando così l’assunzione di coloro che hanno partecipato quest’ultimo bando. Ci va un migliore controllo della Regione sulle aziende e sulla loro operatività riguardo alle assunzioni” lo dichiara il sindacato degli Infermieri e delle professioni sanitarie Nursing Up

Il sindacato segnala ancora una volta come le assunzioni di infermieri, così necessarie in questo periodo, proseguano ancora troppo a rilento. “L’unico modo è quello di scorrere più velocemente le graduatorie senza creare intoppi burocratici che di fatto blocchino il procedimento. E poi, come abbiamo già detto, va fatta ulteriore chiarezza sulle assunzioni dei vaccinatori che, anche queste, continuano a procedere a macchia di leopardo, senza un criterio coerente e chiaro che possa mettere tutti sullo stesso piano, oltretutto senza applicare (e ciò purtroppo accade in molte aziende) le prestazioni aggiuntive a 50 euro l’ora come disposto dalle direttive nazionali”.

Spiega il Segretario regionale del Nursing Up Piemonte, Claudio Delli Carri: “Il problema delle graduatorie che vanno fatte scorrere e utilizzate, è impellente. Che senso ha fare annunci di più di 2700 infermieri che hanno partecipato al bando per il contratto a 36 mesi, se poi questa graduatoria rimane di fatto quasi bloccata, e nessuno viene assunto? E poi, ricordiamoci che molti dei 2700 infermieri annunciati non sarebbero “nuove” assunzioni, ma tra di loro vi sono molti infermieri già in forza alle aziende piemontesi ma assunti con contratti brevi che, giustamente, aspirano ad un contratto di lavoro di più lungo respiro.

Il problema del mancato scorrimento delle graduatorie si verifica in diversi i casi in Piemonte, ad esempio all'AslTo3 o all’azienda ospedaliera San Luigi. È quindi necessario che la Regione imponga un criterio di uniformità sulle assunzioni. Criterio che va utilizzato anche per i vaccinatori, che non possono essere presi con iniziative singole con diverse retribuzioni da azienda ad azienda. Addirittura, ci sono aziende interinali che offrono contratti di appena 1900 euro lordi al mese a giovani laureati che preparati e una vera eccellenza: un assurdo. Poi, non ci si deve lamentare se molti, appena ultimato il percorso di studi, scelgono di andare a lavorare altrove, anche all’estero, dove possono trovare maggiori retribuzioni e considerazione diversa rispetto a quanto accade da noi”.

 

La necessità di una nuova strategia è dunque evidente, anche nell’ottica di un rilancio per tornare ad una normalità che si può raggiungere grazie al piano vaccinale. Conclude Delli Carri: “Bisogna puntare a dare ossigeno al settore e tornare ad una gestione più ordinaria. La luce in fondo al tunnel passa anche da una ragionata e virtuosa gestione di queste impellenti necessità per quel che riguarda il personale. Riuscire a raggiungere un’adeguata copertura di assunzioni, con personale aggiuntivo in numero adeguato rispetto ad oggi, può essere infatti garanzia di poter affrontare con efficacia ancora maggiore eventuali future emergenze”.

C.S.

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