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Cronaca | 08 gennaio 2021, 17:08

Ambiente: i daini di Agrate Conturbia sono salvi

Ambiente: i daini di Agrate Conturbia sono salvi

I daini di Agrate Conturbia sono salvi: saranno trasferiti in un’altra proprietà all’interno del comune. L’accordo è stato mediato dalla Provincia di Novara, intervenuta con il consigliere delegato alle attività Agricole  Maurizio Nieli e la vicepresidente Michela Leoni: gli animali saranno trasferiti entro il mese di marzo in un’altra tenuta. La vicenda, che ha suscitato una vasta eco anche fuori dal novarese, è  iniziata nello scorso mese di novembre, quando i volontari del Rifugio Miletta  (un’associazione di Volontariato che si occupa di diritti degli animali gestendo un “Santuario – Rifugio di animali” e un Centro Recupero Fauna Selvatica) vengono chiamati ad intervenire in una tenuta agricola a poca distanza dalla sede del rifugio, nella valle del Ticino. Nella tenuta vive da diverso tempo un piccolo branco di 28 daini: li aveva acquistati lo zio dell’attuale proprietaria, poi defunto, che aveva ottenuto una autorizzazione alla detenzione degli animali come “allevamento di fauna selvatica a scopo alimentare”.  Una autorizzazione, a quanto sembra, solo amministrativa, perché questa è l’unica modalità attraverso cui un privato può detenere fauna selvatica. Ma secondo quanto racconta la gente di Agrate, mai il vecchio proprietario avrebbe macellato uno dei suoi daini. L’erede invece, con l’intenzione di vendere la proprietà, aveva deciso di liberarsi dei daini, ed aveva cominciato ad ucciderli. Il racconto dei volontari del Rifugio Miletta è drammatico: “Arrivati vediamo tre uomini, uno è armato, e a terra ci sono corpi di 7 giovani daini con le gole tagliate. Più in là scorgiamo il resto del branco; i sopravvissuti si stringono gli uni agli altri, terrorizzati”. I volontari riescono a fermare quella che definiscono “una carneficina”, e aprono una trattativa con il proprietario, che si dice disponibile ad affidare i daini al Rifugio, in attesa di trasferirli in una struttura adeguata. Le varie complicazioni burocratiche allungano i tempi, e, inattesa, il 3 gennaio arriva al Rifugio una telefonata dall’erede “che – dicono i volontari - ci comunicava la volontà di scegliere la via del macello per eliminare i 21 daini”. Dal Rifugio Miletta parte immediatamente una campagna di informazione e di sensibilizzazione. La notizia fa il giro d’Italia. “Non sempre ciò che è legale è giusto – spiega Alessandra Motta, responsabile del Rifugio -  sta alla coscienza e al progresso morale dell’individuo evitare scelte moralmente ripugnanti come ordinare lo sterminio di 21 vite non più desiderate”.

Probabilmente anche grazie alla forte pressione mediatica, questa mattina la soluzione positiva è stata concordata, con soddisfazione di tutti. A trasferire gli animali saranno i volontari di Rifugio Miletta. L’attuale proprietaria si è detta disponibile a prendersi cura degli animali fino a quando la loro nuova casa non sarà pronta ed attrezzata.

ECV

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