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Regione | 20 dicembre 2020, 09:11

Il mistero dei tamponi piemontesi: cancellati 223mila test dal Ministero della Salute

Opposizioni all’attacco, dalla Regione si difendono: “I test rapidi contano, lo stabilisce l’Europa: in questa maniera troviamo più positivi”

Il mistero dei tamponi piemontesi: cancellati 223mila test dal Ministero della Salute

Il caso tamponi travolge il Piemonte. Sono improvvisamente spariti dal report della Protezione Civile 223.347 test, cancellati con un “colpo di spugna”. Il motivo è presto detto: la Regione ha sempre conteggiato i test rapidi, mentre il Ministero della Salute no ha mai preso in considerazione i test antigienici nei suoi report.

E’  questa difformità di calcolo che spiega la discrepanza tra i test effettuati, passati da 1.819.188 a 1.595.851 da un giorno all’altro. L’utilizzo dei tamponi rapidi aveva permesso alla Regione Piemonte di arrivare ad effettuare quasi 20.000 tamponi giornalieri, potandosi in linea con le altre regioni più virtuose. 

Il mistero dei test spariti, come prevedibile, ha suscitato l’immediata reazione delle opposizioni: “Per spiegare questo balletto di numeri, l’ipotesi più probabile è che si siano mischiati i dati di tamponi rapidi e molecolari. Sono differenze importanti, che cambiano significativamente la nostra comprensione di quanto sta avvenendo in Piemonte Per questo depositerò una interrogazione e lunedì, in quarta commissione, chiederemo conto all'assessore Icardi” afferma il consigliere regionale del Pd Daniele Valle.

"I proclami di Cirio si sono rivelati bolle di sapone, la verità è che il Piemonte non è ancora in grado di processare quotidinamente un numero adeguato di tamponi molecolari. Il risultato è grave, non sappiamo quanti davvero siano i piemontesi contagiati da Covid e non siamo in grado di sapere se tutti siano seguiti in maniera adeguata" attacca Marco Grimaldi, consigliere regionale di LUV.

A difesa delle scelte effettuate dalla Regione Piemonte, l'assessore alla Protezione Civile, Matteo Marnati: "I test rapidi sono considerati idonei per definire un caso di positività, ce lo dice l'Europa. Anche il Ministero lo rende possibile dal 30 ottobre: non capisco perché ora se ne sottostima il valore". "Grazie ai test rapidi troviamo più positivi" conclude Marnati.

Redazione Torino

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