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Cultura e Spettacoli | 19 novembre 2020, 11:49

Parole e per crescere e diventare cittadini, un doppio appuntamento in diretta Facebook per i Giovedì letterari

Giovedì 19 novembre alle 16 Maria Adele Garavaglia dialoga con Massimo Savastano a partire da Mafia punto e a capo e alle 18 un incontro sull’editoria per ragazzi

Parole e per crescere e diventare cittadini, un doppio appuntamento in diretta Facebook per i Giovedì letterari

Giovedì 19 novembre i Giovedì letterari si svolgerà in diretta Facebook sulla pagina @novaraletteratura con un doppio appuntamento. Alle ore 16 per l’incontro del ciclo Libroforum Maria Adele Garavaglia ospiterà Massimo Savastano per un dialogo a partire da Mafia punto e a capo (Interlinea).
Lottare contro la mafia significa battersi per il primato della persona umana quale principale valore da garantire e tutelare. Dopo aver indagato, nei suoi precedenti libri, i meccanismi del sistema mafioso e la strategia adottata dagli eroi antimafia - "Il sangue non sporca i giusti" -, e dopo aver preso consapevolezza di come la mafia non sia imbattibile non appena ci si accorga della sacrosanta verità che la mafia ha paura di te, Massimo Savastano afferma a piena voce che ora è il momento di decidersi a invertire rotta, a cambiare le carte del gioco sul tavolo dell'ultima sfida di civiltà e democrazia. L'invito è rivolto soprattutto ai giovani, perché il grado di libertà di una nazione è direttamente proporzionale alla possibilità che i giovani incontrano di misurarsi con le proprie aspettative e aspirazioni.

Massimo Savastano (1974) dopo la maturità classica ha conseguito il baccalaureato in Teologia (1999). Dal 1999 al 2004 si è occupato di disagio scolastico degli studenti come docente consulente del Centro informazioni e consulenza (Cic) dell’istituto d’istruzione superiore Mossotti di Novara. È presidente dell’associazione Noi oltre Eboli, impegnata a rilanciare la corrente meridionalista e a promuovere vacanze di solidarietà e interscambio con adolescenti del Mezzogiorno. Ha curato la ripubblicazione della lettera pastorale Per amore del mio popolo non tacerò! (Paoline, Milano 2003) del presidente onorario dell’associazione, il vescovo Antonio Riboldi. Attualmente insegna presso l’Iistituto d’istruzione superiore Ferrini Franzosini di Verbania e ha avviato studi in giurisprudenza all’Università Carlo Bo di Urbino.

Alle 18, all’interno del programma del festival Scrittori&giovani, seguirà una tavola rotonda per fare il punto sull'editoria per l'infanzia con esperti e protagonisti come Roberto Piumini, Mariagrazia Mazzitelli, Roberto Cicala, Giovanna Torre e gli autori del Master Professioni e prodotti dell’editoria dell’Università di Pavia, partendo da La fabbrica della fantasia. Storie editoriali di libri per ragazzi (Edizioni Santa Caterina.

Che cosa rende la letteratura per ragazzi la chiave per il regno della fantasia? «Io credo questo: le fiabe sono vere» scriveva Italo Calvino. Le fiabe infatti fanno luce sul reale e aprono porte di mondi sconosciuti. Questa raccolta di saggi, arricchita da interviste inedite e bozzetti originali, traccia un percorso dalla tradizione verso le nuove esperienze internazionali del panorama editoriale per l’infanzia tra carta e digitale. Dal “Battello a Vapore” ai silent book, passando per i mondi magici di Alice e Fairy Oak, La fabbrica della fantasia racconta ventuno casi editoriali di successo per i giovani lettori. Dietro le quinte della grande fabbrica che è l’editoria si muovono autori come Dahl, Sepúlveda e Rowling, illustratori come Blake e Tezuka, editori come Ziliotto, Coccinella e Disney, collane da “Piccoli brividi” a “Fiabe sonore”, tra generi letterari, progetti fantasiosi e traduzioni impossibili. E alla fine della catena di montaggio l’ultimo passaggio è leggere, perché, come insegna Gianni Rodari: «Vorrei che tutti leggessero, non per diventare letterati o poeti, ma perché nessuno sia più schiavo».

Il programma dei Giovedì letterari in biblioteca di novembre continua giovedì 26 novembre alle 18 con l’appuntamento “Memoria e comunità sul lago d’Orta” Filippo Colombara presenta Il sapere che resta, in dialogo con Elena Mastretta, in collaborazione con l’Istituto Storico Fornara.

C.S.

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