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Regione | 13 ottobre 2020, 12:10

Audizione Raviolo, Grimaldi (LUV): “Fino a fine marzo per l’unità di crisi le RSA non erano un problema”

Duro anche Gallo (Pd): "Giunta e centrodestra brillavano per la loro assenza"

Audizione Raviolo, Grimaldi (LUV): “Fino a fine marzo per l’unità di crisi le RSA non erano un problema”

Durante l’audizione dell’ex capo dell’unità di crisi per la lotta al Covid della Regione Piemonte, Mario Raviolo ci ha messo nero su bianco che l’emergenza RSA è arrivata sul tavolo della Regione solo dopo la sua destituzione ovvero il 17 marzo (‘Sono stato destituito da uno che per fortuna ha più competenze di me in campo sanitario, credo faccia il geologo’, si è lasciato sfuggire), mettendo agli atti che, per oltre un mese, delle persone ospiti delle residenze e dei lavoratori impegnati là dentro nessuno si occupava, almeno non in modo organizzato, lasciando al solo Raviolo di occuparsi, in prima persona e con i propri mezzi, delle patate bollenti: Mater Dei di Tortona e la Don Rossi di Villanova di Mondovì”, è il commento di Marco Grimaldi, capogruppo di Liberi Uguali Verdi in Regione Piemonte.

E Raviolo oggi era solo come allora, senza nessuno della Giunta che lo affiancasse nel rispondere alle domande che sollecitiamo da mesi – prosegue Grimaldi –: dall’assenza della ricognizione Asl per Asl dei dispositivi di sicurezza, al tema dei tamponi e delle RSA. La prima segnalazione puntuale di gravi problemi riguardo alle case di riposo – ricorda Grimaldi – l’ho fatta direttamente a Icardi il 9 marzo scorso, dopo alcune segnalazioni da parte dei lavoratori. Le opposizioni in Regione, prima in una seduta in Commissione sanità e poi attraverso un comunicato stampa firmato pochi giorni dopo, misero in guardia l’assessorato sul pericolo che le case di riposo, lasciate sole, avrebbero rischiato di pagare un prezzo altissimo. Delle vere e proprie bombe ad orologeria”.

“Che Raviolo metta a verbale, in una seduta dell’indagine conoscitiva sulla gestione Covid in Regione, che nessuno si è occupato delle Case di Riposo e dei più deboli è gravissimo – prosegue Grimaldi – è la conferma dei nostri sospetti: fino alla delibera pasticciata di fine marzo, inviata in bozza e pubblicata con modifiche solo il 10 aprile, l’emergenza RSA in Piemonte era senza guida, era l’unica casella vuota nella catena di comando nell’unità di crisi. Secondo Raviolo, quello era ancora un tema non acuto. Secondo Raviolo, che ha spiegato in una lunga relazione in quale modo la Protezione Civile in quel primo mese ha provato soprattutto a mettere in sicurezza gli ospedali piemontesi, l’organizzazione regionale che stava sopra di lui, non ha rappresentato quello delle RSA come un problema”.

"Spicca l'assenza del centrodestra, presente con soli quattro consiglieri, e la solitudine al tavolo dei relatori di Raviolo: quasi che l'emergenza non interessi e non riguardi il centrodestra piemontese" commenta Gallo, presidente del gruppo PD: "eppure l'attività dell'unità di crisi ci è stata descritta come collegiale e con il pieno coinvolgimento di Giunta e strutture amministrative regionali".

"Emerge ancora più chiaramente la confusione sui DPI: mentre il direttore Aimar scriveva alle ASL di continuare ad approvigionarsi, rilevando questo un compito esclusivo delle aziende, l’Unità di crisi regionale si intestava il tentativo vano di centralizzare rilevazione dei fabbisogni e acquisti, contribuendo a una situazione confusionaria e poco chiara nelle responsabilità. L’unità di crisi, a differenza delle ASL, era peraltro dotata,in questo senso, di poteri straordinari per gli acquisti previsti dal Governo dall’ordinanza protezione civile 630/3 febbraio” è l'analisi di Valle, che guida il gruppo di indagine.

"Sul punto DPI rileviamo che il Piemonte è rimasto in ritardo rispetto alle altre regioni. Auspichiamo una maggiore partecipazione e condivisione dei lavori di questa commissione" concludono.

C.S.

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