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Regione | 12 maggio 2020, 20:53

Rossi (Pd) sulla Città della Salute: Ora occorre lavorare sodo per fare presto e bene"

"Si chiude un lungo percorso cominciato nella scorsa legislatura con la Giunta Chiamparino e concluso con la presente"

Rossi (Pd) sulla Città della Salute: Ora occorre lavorare sodo per fare presto e bene"

“Una notizia che attendevamo da mesi e che arriva in un momento in cui la sanità del nostro territorio ha sempre più bisogno di innovazione, ricerca e strutture all’avanguardia” il vicepresidente della Commissione Sanità, Domenico Rossi, commenta così la notizia dell’ufficializzazione del finanziamento ministeriale per la Città della Salute e della scienza di Novara. 

“Si chiude un lungo percorso cominciato nella scorsa legislatura con la Giunta Chiamparino e concluso con la presente che ha coinvolto Università del Piemonte Orientale e Azienda Ospedaliera cui ora passa il testimone per avviare la gara necessaria a individuare il partner privato che realizzerà la Città della Salute e della Scienza” aggiunge il consigliere Dem.

“Ora occorre lavorare sodo per fare presto e bene. La Città della Salute e della Scienza migliorerà l’offerta sanitaria piemontese, e sarà anche un’opportunità di natura economica, trattandosi di una delle iniziative pubbliche più importanti degli ultimi anni.  Ma gli ostacoli non sono certo terminati e dobbiamo tenere gli occhi ben aperti. Lo scorso 11 febbraio, in occasione dell’approvazione della legge regionale richiesta dal Ministero necessaria a sbloccare il finanziamento - ricorda Rossi - ho presentato un ordine del giorno con l’obiettivo di favorire la predisposizione di iniziative utili alla prevenzione dei fenomeni corruttivi e delle infiltrazioni della criminalità organizzata. Richiamo oggi quella proposta di introdurre dei “patti di integrità” (uno strumento previsto dalla legge, dall’ANAC e dalla Commissione europea che garantisce la trasparenza e la correttezza delle gare d’appalto, contribuisce alla realizzazione di progetti di successo e permette di risparmiare denaro pubblico), l’estensione del protocollo ANAC già siglato per Torino all’opera Novarese e la stipula di un apposito protocollo con prefettura e forze dell’ordine per un controllo puntuale e costante dei cantieri, sulla scorta del protocollo cave”. 

La consapevolezza che il ciclo del contratto pubblico è luogo privilegiato per mafie e corruzione, ma anche che si apre una nuova sfida per la città di Novara. “Fin da ora occorre interrogarsi sul futuro dell’attuale area che ospita l’Ospedale Maggiore in un percorso condiviso sulla rigenerazione urbana e il riuso degli spazi che interessa anche l’ospedale San Rocco di Galliate. Non possiamo permetterci di avere aree abbandonate e degradate nel cuore della città” spiega Rossi.

C.S.

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