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Eventi | 27 ottobre 2019, 08:30

“Il Foppone di Novara. Storia del Cimitero cittadino”: il 28 ottobre la presentazione del volume

“Il Foppone di Novara. Storia del Cimitero cittadino”: il 28 ottobre la presentazione del volume

Il 28 ottobre sarà presentato il libro Il Foppone di Novara. Storia del cimitero cittadino, nato dalla collaborazione tra So.Crem (Società di Cremazione Novarese) nella figura del suo presidente Ezio Ferraris, cui è affidata la gestione culturale del cimitero urbano, e la casa editrice Booksystem di Francesca Giordano (studio editoriale con oltre trent’anni d’esperienza, particolarmente attento alla valorizzazione del territorio). La parola Foppone che compare nel titolo è un termine ormai in disuso, ma in qualche modo evocativo, con cui veniva designato il Cimitero comunale nei documenti relativi alle sue prime fasi di realizzazione (significa “grande fossa”, da cui la voce lombarda per “camposanto”). Il racconto delle sue origini e della sua evoluzione nel tempo (da 210 anni or sono fino ai giorni nostri) è affidato alla penna del giornalista Massimo Delzoppo, che ha ricostruito in una chiave interessante e di accessibile lettura la storia di quello che a molti potrebbe sembrare un tema atipico. Si tratta sicuramente di un viaggio inaspettato, suffragato da testimonianze d’epoca e notizie sorprendenti in un continuo richiamo tra presente e passato, che ci svela uno spaccato della società novarese e della sua popolazione nell’arco degli ultimi due secoli. Un viaggio che trae notevole arricchimento dal cospicuo corredo fotografico (costituito da un centinaio di immagini) di Simone Ferrarotti, che ha saputo catturare visuali inedite, scorci anche panoramici, intercalandoli a particolari suggestivi che svelano il lato delicato e commovente che un’opera scultorea, pur nata per commemorare un evento luttuoso, sa esprimere.

Il libro si compone di sei capitoli, impreziositi da una grafica elegante (progetto di Mauro Martinengo), che ripercorrono la storia dei primi camposanti extraurbani, cioè al di fuori delle mura cittadine (prima le sepolture si tenevano soprattutto nelle chiese). Un excursus che parte dall’epoca preromana per arrivare nei secoli all’illuminismo con l’istituzione dei cimiteri comunali, sancita da un decreto napoleonico del 1804 esteso al Regno d’Italia due anni più tardi, fino alla posa della prima pietra del cimitero di Novara, avvenuta con tanto di benedizione vescovile nel 1809. Con grande esperienza di cronista alimentata da un’accesa curiosità storica, Massimo Delzoppo ci conduce negli angoli più nascosti, sui quali abbiamo forse posato uno sguardo distratto poiché spesso ci rechiamo al cimitero assorti nei nostri pensieri e concentrati sul ricordo dei congiunti. Ci svela la storia del Famedio, luogo di sepoltura di personaggi novaresi di rilievo che hanno dato lustro alla città, la cui ubicazione forse non è nota a tutti, così come poco nota è l’identità degli uomini illustri dei qualia ccoglie le spoglie. Non manca di descrivere le opere d’arte più interessanti sotto il profilo stilistico, i sarcofagi e i monumenti più importanti modellati da artisti di fama come Giuseppe Argenti, Carlo Cantoni, Gaudenzio Rossi, Pietro Canonica o Luigi Parzini (autore quest'ultimo di una scultura che destò un'animata polemica tra società culturale e amministrazione). Narra dell'esistenza di una parte di cimitero riservata alla sepoltura degli Acattolici (termine un tempo riservato ai cristiani di confessione diversa da quella cattolica, poi esteso anche a tutti i non cristiani). Dedica poi un capitolo alla figura di Luigi Torri, “Il Compilatore del Cimitero di Novara” come egli stesso si definì, che come un antico amanuense trascrisse con dovizia certosina centinaia di lapidi, ricopiandone iscrizioni, volti, rilievi, statue e monumenti e vergando di suo pugno un’opera enciclopedica che raccolse in diversi volumi rilegati in pelle. Accanto alle riproduzioni, il Torri prese nota di preziose informazioni e curiosità sul camposanto che visitava appena poteva nei primi decenni del Novecento (muore nel 1933), sulla sua gestione e sui personaggi che vi lavoravano, fornendo puntuali descrizioni sulle pratiche sepolcrali e tramandando la cronaca di eventi di rilievo a lui contemporanei o passati, dall'istituzione del cappellano, alla prima cremazione cui fu testimone, ai lavori di ampliamento e alle opere scultoree allestite attraverso le ordinanze del Consiglio municipale.

Questo volume ha l’ambizione di rendere una testimonianza importante e restituire ai Novaresi parte di quella monumentalità dimenticata, spesso liquidata sotto la generica accezione di arte cimiteriale, ma di fatto espressione del condiviso intento di dare valore alla memoria di chi ci ha lasciato.


C.S.

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