Il futuro dello stabilimento Radici Chimica di Novara torna al centro del dibattito politico e sindacale. Dopo il tavolo istituzionale del 28 ottobre, il Movimento 5 Stelle interviene sulla vertenza chiedendo un piano industriale chiaro, garanzie occupazionali e attenzione alle possibili trasformazioni delle aree produttive.
All'incontro in Comune ha partecipato il capogruppo pentastellato Mario Iacopino. Il confronto tra azienda e organizzazioni sindacali rimane aperto, senza che sia stato ancora raggiunto un accordo sul piano industriale e sociale.
Secondo i dati riportati dal Movimento 5 Stelle, lo stabilimento conta attualmente circa 270 dipendenti, mentre il fabbisogno di personale illustrato dall'azienda sarebbe di 206 lavoratori nella fase transitoria e di circa 175 a regime. Numeri che, secondo il gruppo consiliare, rendono indispensabile definire le tutele e gli strumenti di accompagnamento lungo l'intero percorso.
"Dietro ogni posto di lavoro ci sono famiglie, progetti e professionalità costruite negli anni. La chimica è strategica per Novara e merita una prospettiva industriale credibile. Condividiamo la richiesta dei sindacati: investimenti, formazione e ricollocazioni interne, con un piano sociale concreto e impegni verificabili", dichiara Iacopino.
Il Movimento 5 Stelle valuta positivamente la disponibilità della Regione a intervenire sul fronte della formazione, sottolineando però la necessità di individuare con precisione le nuove mansioni, i posti disponibili e i tempi delle eventuali ricollocazioni. Anche gli accompagnamenti alla pensione, secondo il gruppo, dovranno essere volontari e adeguatamente incentivati.
Un altro tema riguarda il futuro delle aree dello stabilimento. Durante il confronto, l'azienda avrebbe illustrato alcune possibili destinazioni alternative per parte degli spazi, tra cui attività logistiche, trattamento di reflui di terzi e la realizzazione di un data center. Si tratta, al momento, di ipotesi da approfondire, anche per comprenderne le possibili ricadute occupazionali.
"Seguiremo direttamente la partita urbanistica di competenza comunale. Ogni eventuale trasformazione deve essere valutata insieme alla tutela del lavoro, delle competenze e della continuità produttiva, chiarendo anche gli impatti sul territorio. Il Consiglio comunale deve dare continuità al tavolo e verificare i risultati. Il futuro delle aree deve partire dal futuro dei lavoratori", aggiunge Iacopino.
Nel comunicato vengono inoltre richiamate le criticità in materia di sicurezza segnalate dai rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza, sulle quali il Movimento 5 Stelle chiede risposte tempestive e interventi puntuali.
"Le istituzioni devono accompagnare questa vertenza con presenza e determinazione. Il nostro impegno proseguirà a tutti i livelli, mantenendo il raccordo con il Parlamento. Anche il Governo deve fare la propria parte per difendere lavoro e industria", afferma Renna.
Il prossimo passaggio della vertenza è previsto per il 9 novembre, quando si terrà un nuovo confronto al Ministero delle Imprese e del Made in Italy. Un appuntamento importante per verificare le prospettive industriali dello stabilimento e le garanzie per i lavoratori coinvolti.





